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L’Intelligenza Artificiale è l’antidoto allo shock demografico | L’intervento di Jared Franz, economista di Capital Group

La Cina è entrata di recente a far parte della lunga lista di Paesi che nel 2023 hanno registrato un incremento dei decessi rispetto alle nascite, mettendo in evidenza un trend di calo demografico che potrebbe avere ripercussioni negative sull’economia globale.

I cambiamenti demografici hanno implicazioni importanti.

Le Nazioni Unite prevedono che il mondo raggiungerà il picco demografico intorno al 2086, tuttavia riteniamo che si tratti di un dato ottimistico.

Una delle ragioni è che in alcuni Paesi il fenomeno del baby bust dell’era pandemica potrebbe aver aggravato il declino e il problema sembra essere persistente.

Anche in alcuni Stati dell’Africa e dell’America Latina, dove i tassi di natalità sono storicamente elevati, il numero di nuovi nati è sceso vicino al tasso di sostituzione di 2,1 figli per donna.

Sulla base di queste tendenze la popolazione mondiale potrebbe raggiungere il suo massimo intorno al 2050.

Ma cosa comporta per la società un pianeta con un numero inferiore di persone?

È una situazione che il mondo moderno non ha mai affrontato, quindi attraverseremmo il Rubicone demografico.

I dati sulla demografia influenzano gli acquisti e il potenziale di guadagno di un’azienda.

Per gli economisti contribuisce a definire la politica monetaria e, in ultima analisi, il benessere di ogni generazione successiva.

A nostro avviso non è impossibile invertire le tendenze demografiche, ma molti Paesi nordici hanno provato, senza successo, ad arginare la marea demografica in discesa.

Hanno messo in atto molteplici piani, da incentivi finanziari a programmi di assistenza all’infanzia, che hanno però a stento spostato l’ago della bilancia.

Gli economisti sono attenti alla demografia per una ragione.

In parole semplici, il tasso di crescita economica di lungo periodo di un Paese dipende in larga misura dalla crescita della popolazione, oltre che dalla produttività, che misura l’efficienza dei lavoratori.

Ovvero, se la popolazione di un Paese cresce del 2% e la sua produttività dell’1% circa, il prodotto interno lordo si aggira intorno al 3%.

Una crescita sostenuta si traduce in un aumento del reddito pro capite, un indicatore importante della salute complessiva di un’economia.

Nelle generazioni passate, il reddito è cresciuto nella maggior parte del mondo, così come la qualità della vita.

L’ovvia conseguenza del declino demografico è la diminuzione della forza lavoro a seguito del pensionamento di un maggior numero di persone.

Tale situazione può causare uno squilibrio, in quanto le entrate fiscali del governo diminuiscono e le spese per i pensionati aumentano.

Quando ciò accade, i giovani tendono a lasciare il Paese o la società, esacerbando ulteriormente il problema.

In questo momento si sta verificando una collisione involontaria di due forze: demografia e intelligenza artificiale (AI).

Questi due megatrend dirompenti cambieranno il futuro del lavoro nei settori come l’assistenza sanitaria, la produzione, il commercio e altri.

L’AI potrebbe inaugurare una nuova era di aumento della produttività, per cui forse non avremo bisogno di tante persone come in passato per crescere.

È ancora troppo presto, tuttavia speriamo che l’AI possa colmare i divari generati dalle tendenze demografiche, in modo che alcuni degli scenari peggiori previsti non si verifichino.

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