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Per il caro petrolio aumenta del 25% il corso per la costruzione delle strade | L’analisi

Le tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime legate al conflitto in atto in Medio Oriente stanno determinando nuove e rilevanti dinamiche inflattive, con incrementi significativi dei costi che rischiano di compromettere la sostenibilità economico-finanziaria degli interventi infrastrutturali.

Lo ha detto il vicepresidente dell’Ance, Federico Ghella, nel corso di un’audizione alla Commissione Ambiente del Senato sul decreto commissari.

Ad esempio, ha aggiunto, il prezzo del petrolio, nella prima metà di marzo, ha registrato un incremento di oltre il 30%, mentre il gasolio e il gas naturale hanno raggiunto aumenti ancora più elevati, oltre, rispettivamente a 46% e 55%.

Tra i principali materiali da costruzione, il prezzo del bitume sta registrando aumenti esponenziali, raggiungendo in pochi giorni il +50%.

Oggi un’opera di pavimentazione stradale costa il 25% in più rispetto ad un solo mese fa.

Qualora tale scenario dovesse protrarsi, si rischia di compromettere la regolare prosecuzione dei lavori, con possibili rallentamenti o sospensioni dei cantieri e ricadute negative sull’intera filiera delle costruzioni ha sottolineato Ghella.

Nuova ondata di rincari in edilizia: dal primo aprile scatteranno ulteriori aumenti dei prezzi dei materiali.

A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Veneto, che evidenzia come il sistema delle costruzioni stia vivendo una fase di forte pressione.

A subire aumenti – spiega Confartigianato in una nota – saranno diversi prodotti chiave per i cantieri: polistirolo (cappotti termici) al +15%, lana di roccia fino al +30%, pitture con il +5%, trasporti +15%, bitume (guaine) +20%, tubi Pvc 20%, laterizi (coppi e mattoni) +20%.

Altri materiali, come cartongesso e rasanti, risultano al momento più stabili ma arrivano già da precedenti rialzi: ad esempio cartongesso e cemento hanno registrato aumenti attorno al +10%.

Sembrava che, conclusa la fase del Superbonus 110%, i prezzi potessero rientrare”, spiega Thomas Fantin, presidente della federazione edilizia di Confartigianato Veneto, “invece assistiamo a una nuova crescita che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese.

Nel comparto dei lavori pubblici, le imprese possono oggi contare su uno strumento di protezione introdotto dal nuovo Codice degli appalti: l’articolo 60 prevede infatti l’obbligo di inserire nei contratti clausole di revisione prezzi; ma chi lavora nel privato non ha tutele”, conclude.

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