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Patrizia De Luise (presidente Confesercenti): «Sostenere imprese e autonomi colpiti dalla pandemia, ora alleggerire costo del lavoro e puntare su tecnologia»

Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, ha commentato i dati sul crollo dei consumi nel 2020. «L’impatto della pandemia sui consumi, che valgono il 60% del Pil, avrà conseguenze su tutto il sistema Paese. L’economia della distanza, inoltre, ha messo le ali all’e-commerce e rischia di incidere negativamente sulle attività di prossimità, che rendono vive (e sostenibili) le nostre città».

Le riaperture saranno fondamentali, anche se non basteranno a recuperare completamente. «Senza la ripresa del mercato interno, sarà difficile tornare a crescere. Anche con le riaperture, a fine 2021 avremo recuperato solo 40 dei 120 miliardi di euro di consumi persi nel 2020, e anche il recupero dei redditi sarà modestissimo. Un’accelerazione può venire dalla leva fiscale: serve una riforma per dare slancio alla ripartenza delle imprese e per liberare risorse delle famiglie, anche considerando che l’ultimo adeguamento degli scaglioni Irpef all’inflazione è avvenuto quasi 15 anni fa».

«Ma servono anche un ulteriore alleggerimento del costo del lavoro e un grande piano di formazione per le competenze digitali. Soprattutto, c’è bisogno di perseguire ancora una politica di sostegno ai settori che si sono impoveriti durante la crisi pandemica: imprese micro e piccole, e autonomi, che hanno lasciato per strada reddito e capitale», conclude De Luise.

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