“Il 24 febbraio ha cambiato il corso della storia europea. Ci ha fatto capire che la libertà non è un optional lussuoso e ci ha tolto l’illusione di un ritorno alla normalità. Ma soprattutto ci impone un salto, un secondo momento costituente dopo il successo del primo. Con il Covid è stato il momento della solidarietà, oggi è quello dell’autonomia. Soprattutto in campo energetico e in quello della Difesa”. Così in una intervista a La Stampa il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni.
Bisogna attrezzarsi per un periodo più lungo
“Putin rischia di portare il suo Paese alla rovina economica e di costringerlo a essere il junior partner di una Cina peraltro riluttante”, ma “questa scelta, che è sacrosanta, di rispondere alla guerra non con la guerra ma con l’economia – oltre che con la diplomazia e la solidarietà – non è detto che nell’immediato possa far cambiare rotta a Mosca. Dunque bisogna attrezzarsi per un periodo più lungo. È una crisi drammatica, con conseguenze umanitarie immani. Ma non si risolverà nel giro di qualche giorno. Dovremo gestire l’economia Ue in tempo di crisi e con una guerra ai nostri confini. Ci saranno conseguenze sulle catene di approvvigionamento, sulle materie prime e sulla produzione alimentare, soprattutto nei Paesi più poveri. Perché Russia e Ucraina sono ancora il granaio del mondo”.
Gas e Stagflazione
“Rischio stagflazione? Penso che al momento non sia una valutazione appropriata. Un mese fa stimavamo una crescita del 4%. Sappiamo che potrebbe rallentare, ma non azzerarsi”, dice ancora Gentiloni, che sul problema del gas conclude: “Stiamo lavorando a riserve, stoccaggi, forniture alternative, senza escludere che a questo si potrebbero aggiungere meccanismi di compensazione finanziati in comune. Il problema della dipendenza dal gas russo è ben noto anche se non distribuito equamente tra gli Stati Ue. Per fronteggiarlo ci sono diverse strade. La prima prevede il ricorso a fonti energetiche che nella transizione erano in via d’abbandono, come il carbone. Bisogna poi aumentare le riserve. Infine bisogna spingere sulla transizione climatica”.








