Paolo Galassi (Presidente Api): «Basta economia ‘stop and go’. Serve una politica industriale»

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“Basta a un’economia ‘stop and go’ “. A dirlo Paolo Galassi, presidente di Api, Associazione piccole e medie industrie. “A un anno di distanza – spiega – da quella festa del primo maggio che ci ha visto assistere attoniti a una emergenza sanitaria inimmaginabile, che ha dato avvio all’ennesima crisi economica, i concetti di lavoro e sicurezza continuano ad essere intrecciati indissolubilmente in vista della tanto agognata ripartenza”.

“Ma quale ripartenza? – si chiede – Quella alla quale avremmo dovuto assistere lo scorso settembre? Quella che avrebbe coinvolto il tessuto economico con l’arrivo del 2021 e delle tanto sbandierate misure (mai) messe in campo dalle istituzioni? Quella che tanto aspettiamo grazie a una campagna vaccinale nella quale i vaccini non sembrano mai arrivare? Purtroppo, infatti, sono passati dodici mesi ma le pmi, imprenditori e collaboratori, si sono nuovamente trovati di fronte a un logorante stop and go, a prezzi delle materie prime sempre più elevati, a una burocrazia sempre più complicata e farraginosa, a un’incertezza che pesa come un macigno e che impedisce di programmare con chiarezza il futuro”.

“Se il sistema sta tenendo – spiega Paolo Galassi – lo dobbiamo a tutti quegli imprenditori che insieme ai lavoratori si sono rimboccati le maniche, che non si sono persi d’animo e hanno puntato sul made in Italy, su un know how d’eccellenza, sui prodotti e servizi di qualità nonostante il perdurante quadro di preoccupazione legato a incertezze normative e altalenanti decisioni di cui rimane sempre sospesa l’attuazione. A dimostrazione, in un recente sondaggio, oltre il 67% degli imprenditori associati ha dichiarato che, nonostante le difficoltà, cercherà di mantenere l’attuale organico”.

“Auspichiamo – continua – un’accelerazione della campagna vaccinale. Una vera ripartenza delle attività imprenditoriali si potrà avere solo con una situazione pandemica sotto controllo. Per questo Api lancerà il progetto di assistenza per le imprese ‘campagna vaccinale Covid-19’. Lo abbiamo fatto soprattutto per la grande richiesta delle pmi associate. Infatti, gli imprenditori hanno a cuore la salute dei lavoratori e sono sempre in prima linea anche per supplire alle mancanze e ai ritardi della macchina pubblica. Le pmi, ovviamente e come sempre, copriranno quella parte di welfare che lo Stato non riesce, da tempo, più a garantire. Quindi, anche se le Istituzioni continuano a parlare di campagna di salute pubblica, di pubblico ci sarà solo il vaccino”.

“Tutto il resto – chiarisce – sarà un costo a carico delle pmi e di Api per l’hub vaccinale e l’assistenza alle associate. Perché lo facciamo? Perché di fatto si creano ‘figli e figliastri’: le aziende strutturate e di grandi dimensioni hanno spazi e possono organizzarsi autonomamente; se non ci fosse l’Associazione quelle più piccole (e sono una moltitudine) non avrebbero la stessa opportunità e, pertanto, sarebbero discriminate. Api tutela tutte le pmi, non sono i privilegiati”.

“Dobbiamo continuare a navigare a vista? – si chiede ancora Paolo Galassi – di certo la tendenza non si invertirà con le risorse messe a disposizione dal recovery plan perché non sono sufficienti rispetto alle ambizioni. Dobbiamo lavorare per fare in modo che il valore di quelle risorse si moltiplichi. Basta mettere ‘pezze’ quando la coperta è corta. Basta aspettare. Bisogna concentrarsi sulle priorità. Voltiamo pagina alle polemiche e parliamo seriamente di lavoro, pmi e tutela del patrimonio industriale che devono tornare al centro dell’agenda del governo, coinvolgendo i veri attori del mondo economico. Non solo a parole. Non solo il primo maggio”.

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