“Il confronto con il modello statunitense” di regolamentazione bancaria “può stimolare i lavori in corso per semplificare le regole e la vigilanza europee, favorendo per questa via la competitività del sistema bancario europeo”.
Lo afferma il direttore generale di Bankitalia, Paolo Angelini, nella nota sul rapporto dell’Aibe.
“La semplificazione non deve però sconfinare in un processo di deregolamentazione, che metterebbe a rischio la solidità dei nostri intermediari e del nostro sistema finanziario. Una solidità – ricorda Angelini, intervenuto all’assemblea dell’associazione delle banche estere in Italia – che ha contribuito a superare senza gravi conseguenze per l’economia europea i numerosi shock che si sono succeduti negli ultimi anni”.
“Le banche Usa ed europee presidiano oltreoceano segmenti di mercato simili, ma con un livello di penetrazione differente”, con le prime che “riescono ad assicurarsi una quota consistente dei ricavi da investment banking generati dal mercato europeo” e le seconde che invece “non occupano posizioni di rilievo, in termini di ricavi su questo segmento, negli Usa”.
Angelini evidenzia come “la regolamentazione bancaria in Europa e negli Usa, pur condividendo molte caratteristiche, presenta importanti differenze su vari aspetti, che sono probabilmente destinate ad aumentare a seguito delle recenti proposte avanzate negli Stati Uniti”.
Il sistema Usa si caratterizza “per un approccio meno stringente, specie per gli intermediari al di sotto di una certa dimensione” mentre “quello europeo è più prescrittivo e ispirato a maggiore cautela”. Un diverso approccio che si spiega con “la netta differenza tra i sistemi di gestione delle crisi che caratterizza le due giurisdizioni”. Se “il meccanismo federale di assicurazione dei depositi ha una lunga tradizione di efficace gestione delle crisis negli Usa”, in Europa “non abbiamo un meccanismo simile” ed inoltre è privo di “una clausola di ‘eccezione per il rischio sistemico’ analoga a quella che nel 2023 ha consentito alle autorità statunitensi di gestire con estrema flessibilità la crisi delle banche regionali”.
Da qui l’invito a un “confronto” con il modello americano allo scopo di “semplificare le regole” e aumentare “la competitività” delle banche europee senza però cadere nel rischio di una “deregolamentazione”.








