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Paolo Agnelli (Presidente Confimi Industria): «Con embargo gas saltano migliaia di aziende italiane»

“Fare a meno dei condizionatori non è un problema per chi lavora in fabbrica. Del resto, non ci sono mai stati, non ci saranno questa estate. Il problema semmai è per i banchieri e per i bancari che vivono nel loro habitat di aria climatizzata. Poco male per questi nostri eroi, resisteranno. Il problema per chi conosce l’Italia e gli italiani c’è, ma è un altro. Un embargo immediato di gas ed energia equivale all’istantanea chiusura di migliaia di aziende”. Queste le parole di Paolo Agnelli, industriale e presidente di Confimi Industria, commentando la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Mario Draghi. 

“Fonderie, acciaierie, trafilerie, laminatoi hanno bisogno di gas. Ecco cosa accadrebbe un minuto dopo la chiusura del gas: blocco degli impianti e cassa integrazione per tutte le maestranze al 100% dell’orario. Mancanza immediata di materie prime semilavorate con conseguenze negative per la produzione dell’intera filiera produttiva. Subentra poi l’impossibilità di riprendere l’attività produttiva: l’alluminio, l’acciaio, la ghisa, il rame, l’ottone allo stato liquido purtroppo senza aria condizionata si trasformano raggiungono lo stato solido bloccando gli impianti in modo irreparabile”.

“A cascata in assenza di materia prime chiuderanno altre aziende, è così garantita la fine della produzione del Made in Italy per export e consumi interni. Crollo del gettito Ires, dell’Iva, dei contributi, dell’Irpef, dei consumi, aumento dei costi per gli ammortizzatori sociali e per i redditi di cittadinanza. Obbiettivo raggiunto una decrescita poco felice senza condizionatori”

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