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Palenzona (Aiscat e Assaeroporti): «Meno assistenzialismo, più investimenti. C’è da costruire il futuro dei nostri giovani»

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«Un modon par omp e o’ tornarin a plomp». Si apre così la lettera di Fabrizio Palenzona, uscita sulle pagine del Sole 24 Ore, con un motto friulano coniato all’indomani del terribile terremoto del 6 maggio 1976. Un mattone ciascuno e ci rimetteremo in piedi, la traduzione. È questo l’auspicio del Presidente di Prelios, che sulle pagine del quotidiano economico ha rivolto un appello al Governo e al Paese.

«Finalmente, grazie al Recovery Fund il dibattito politico-economico italiano è tornato, almeno in parte, a occuparsi di progetti concreti di crescita e di sviluppo, temi di fondamentale importanza per il nostro Paese, indispensabili e urgenti per il lavoro e, appunto, per il futuro dei nostri giovani. Fondamentale, come già abbiamo visto fare in altri Stati membri, sarà definire un piano strategico e un disegno credibile, concreto e di immediata esecuzione. Non possiamo sprecare questa eccezionale opportunità: dobbiamo evitare come la peste l’effetto “lista della spesa”, che può produrre solo il finanziamento di iniziative a caso, senza una visione di insieme».

La dicitura “Next Generation Eu” non è posta a caso. L’Italia deve costruire e porre basi per i giovani, troppo bistrattati e poco sostenuti negli ultimi decenni. Questo, soprattutto, perché si dovrà tenere conto di soldi che aumenteranno «il debito e che dobbiamo investire bene. Sperperare sarebbe distruggere il futuro dei nostri figli e nipoti». Per fare questo sarà necessario «definire una strategia condivisa e una visione omogenea di costruzione del proprio futuro, superando la logica assistenzialista e dei finanziamenti a pioggia, per certi versi in parte giustificabili, che ha caratterizzato le misure sinora messe in campo per contrastare gli effetti nefasti del Covid-19». Bisogna prendere come esempio la Francia che, in una corposa analisi pubblicata online, ha elencato in grandi linee i settori in cui verranno utilizzati i fondi europei del Recovery Fund: come competitività, ecologia, coesione sociale e territoriale.

La voce di Palenzona rappresenta anche due dei principali settori strategici del Paese: la sua persona ricopre infatti la presidenza di Aiscat (Associazione Italiana delle Società Concessionarie per la Costruzione e lʾEsercizio di Autostrade e Trafori Stradali) e di Assaeroporti. E da questi settori l’Italia deve sfruttare lo slancio e prendere esempio.

«Il blocco degli spostamenti imposto dall’emergenza sanitaria ci ha colpito e continua a colpirci duramente – prosegue Palenzona –. Diverse nostre concessionarie hanno registrato crolli di traffico superiori al 90% e, nonostante le ingenti perdite, hanno serrato i denti, continuando non solo a fornire tutti i servizi necessari all’utenza ma, soprattutto, a progettare la ripresa futura. Siamo convinti che il potenziamento degli investimenti infrastrutturali sia una colonna del rilancio della competitività del sistema logistico e produttivo nazionale».

Investimenti che produrranno risorse e fatturati anche, e soprattutto, in diversi altri comparti produttivi italiani. «Per esempio – conclude il presidente di Prelios –, la realizzazione del nostro piano quadriennale di 6,6 miliardi di euro di spesa genera un fatturato complessivo di 20 miliardi di euro nello stesso periodo. Questo perché – come dimostra una recente analisi del centro di ricerca PtsClas specializzato in infrastrutture – ogni euro investito attiva ricchezza per ulteriori 2,6 euro, con un moltiplicatore del valore aggiunto (pari a 3,6) in settori come l’industria, i servizi, la logistica, la ristorazione, il turismo, l’innovazione tecnologica. Ed è tutto Pil, perché tutto è prodotto in Italia, non necessita di import e sviluppa migliaia di posti di lavoro».

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