Secondo un sondaggio dell’Ipsos, realizzato prima che il Consiglio dei ministri approvasse l’obbligatorietà del Green pass per l’accesso ad alcuni luoghi pubblici, due italiani su tre affermavano di essere a favore della misura del passaporto vaccinale, «uno su quattro (23%) contro e 11% sospendeva il giudizio».
«Sono dati presumibilmente destinati a modificarsi dopo il dibattito suscitato dall’adozione del provvedimento», suggerisce Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos. Così «come pure dalla frase pronunciata dal presidente Draghi nella conferenza stampa di giovedì scorso che non sarà come il famoso “whatever it takes”, ma ha assunto un elevato valore simbolico (“L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore”). E, per finire, dalle manifestazioni di piazza da parte dei “no green pass”».
«Dunque, sono opinioni antecedenti il clamore mediatico di questi giorni», scrive su InPiù.net. «Il consenso per il provvedimento prevaleva tra tutti i segmenti sociali e tra tutti gli elettorati, anche se si registrano valori diversi che aiutano a comprendere le posizioni dei leader, come sempre mossi da logiche di consenso. Basti pensare che tra gli elettori della Lega i contrari rappresentavano il 40%, tra quelli di Fratelli d’Italia il 34% e tra quelli di Forza Italia e dei partiti minori del centrodestra il 28%. Al contrario, tra i dem i favorevoli raggiungevano l’80% (a fronte dell’8% di contrari) e tra i pentastellati il 74% (16% contrari)».
«Le argomentazioni contro il green pass sono molteplici, dalla refrattarietà al vaccino, al presunto attentato alle libertà individuali (qualcuno parla esplicitamente di “dittatura sanitaria”), all’impatto economico del provvedimento, restrittivo su alcuni settori di attività. Indubbiamente il tema induce a riflettere sull’equilibrio tra i diritti e i doveri dei cittadini, laddove la libertà individuale si scontra con i diritti (in questo caso il diritto alla salute) della comunità. Ci si può permettere di rifiutare il vaccino se la stragrande maggioranza si vaccina; insomma, i no vax ricordano l’atteggiamento del Marchese del Grillo (“Io so’ io, voi nun siete un …”)».
«Sarebbe auspicabile che si aprisse un approfondito e largo confronto su questo tema. Si potrebbe immaginare l’obbligatorietà di una sorta di “Tax Pass” che precluda l’accesso ad ospedali, scuole pubbliche, ecc. agli evasori fiscali, molti dei quali hanno l’impudenza di lamentarsi per la qualità dei servizi pubblici, come coloro che dopo aver banchettato “a sbafo” hanno l’ardire d’eccepire sulle capacità del cuoco».
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