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Padova: fuga dei giovani all’estero e calo demografico | L’analisi del CNEL

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La fuga dei giovani e l’impatto sul calo demografico

Il fenomeno della fuga dei giovani all’estero assume dimensioni sempre più rilevanti nella provincia di Padova, con effetti diretti sul calo demografico e sulla tenuta del sistema economico locale.

Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto (edizione Padova), sulla base dei dati dell’ultimo report del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, tra il 2011 e il 2024 sono stati 9.961 i giovani tra i 18 e i 34 anni che hanno lasciato il territorio per cercare opportunità all’estero.

Il dato evidenzia un’accelerazione significativa del fenomeno. Se nel 2011 gli under 35 emigrati erano 294, nel 2024 il numero è salito a 1.232, con una crescita percentuale del 320%. Una dinamica che contribuisce a rendere più marcato l’inverno demografico.

Il quadro regionale e la perdita di capitale umano

Il fenomeno non riguarda solo Padova ma si estende a tutto il Veneto. Nello stesso arco temporale, nella fascia d’età 18-34 anni, si registrano 55.832 giovani emigrati, con un saldo negativo tra partenze e rientri pari a 40.488 unità.

Questo squilibrio demografico si traduce in una perdita di capitale umano qualificato, con conseguenze che vanno oltre il dato numerico e incidono sulla capacità di innovazione e sviluppo del territorio.

Nel contesto regionale, la combinazione tra emigrazione giovanile e riduzione della popolazione attiva rafforza le criticità legate alla sostenibilità economica e sociale.

Le ricadute economiche e il rischio sistemico

A sottolineare l’impatto del fenomeno è Luca Montagnin, presidente provinciale della CNA, che richiama la necessità di interventi strutturali. «Il tema della fuga all’estero dei giovani, le forze più fresche e innovative dei nostri territori, deve essere affrontato con serietà: senza interventi concreti a perderci è l’intero sistema economico e culturale del territorio».

Secondo le stime del CNEL, la perdita economica legata a questa dinamica è rilevante. Per il solo Veneto, infatti, si quantifica in oltre 1,5 miliardi di euro l’anno.

Il dato economico si intreccia quindi con quello demografico, delineando uno scenario in cui la riduzione della popolazione giovane alimenta una spirale che incide su produttività, innovazione e sostenibilità del sistema locale.

Un fenomeno strutturale nel contesto dell’inverno demografico

L’emigrazione dei giovani si inserisce in un quadro più ampio caratterizzato dal progressivo calo demografico. L’uscita dal territorio delle fasce più giovani e qualificate contribuisce infatti ad accentuare l’invecchiamento della popolazione e a ridurre il ricambio generazionale.

La crescita delle partenze negli ultimi anni indica una trasformazione strutturale del fenomeno, che non si limita a episodi isolati ma rappresenta una tendenza consolidata. In questo scenario, il rapporto tra dinamiche demografiche ed economiche diventa sempre più stretto, rendendo centrale il tema delle politiche di attrattività e permanenza dei giovani nei territori.

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