L’Unione Europea, nel definire gli “incentivi” previsti nell’ambito del Critical Medicines Act, dovrebbe considerare anzitutto i “distretti produttivi già attivi”, molti dei quali sono nel nostro Paese.
Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo nella sessione pubblica del Consiglio Epsco a Lussemburgo.
L’Italia, ha affermato il ministro, “sostiene la lotta alle carenze e il rafforzamento delle produzioni locali di farmaci critici, fondamentali per garantire un accesso tempestivo e uniforme ai farmaci essenziali in tutta l’Ue. Queste misure agevolano una maggiore resilienza del sistema farmaceutico europeo e rispondono a priorità individuate anche dall’Italia a livello nazionale”.
Per Schillaci, “nella definizione del quadro degli incentivi, dovrebbero essere considerati per primi i distretti produttivi già attivi, molti dei quali in Italia, valutando la qualità delle produzioni e l’affidabilità tecnica delle aziende”, ha concluso.
Il Critical Medicines Act è stato proposto nel marzo scorso dalla Commissione Europea e mira a migliorare la disponibilità, la fornitura e la produzione di medicinali fondamentali all’interno dell’Ue.








