Il gruppo Moby-Tirrenia lavora per velocizzare il processo di ristrutturazione al fine di trovare un’intesa con obbligazionisti, banche e Stato (coinvolto per la vicenda Tirrenia). L’iter avviato è quello della richiesta di concordato in bianco, propedeutica a una procedura di 182 bis, per il gruppo Moby-Tirrenia. Ieri, scrive Il Sole 24 ore, i cda di Moby e Tirrenia hanno deciso di avviare una domanda prenotativa in bianco in modo da arrivare a trovare un accordo con i creditori entro al massimo 180 giorni. Così la famiglia Onorato cerca di rompere gli indugi: “La domanda prenotativa in bianco – spiega Achille Onorato, amministratore delegato del gruppo Moby – è stata fatta per velocizzare i tempi di un accordo con i creditori, facilitandone il dialogo in un momento in cui assistiamo a un trend molto positivo delle attività: cercheremo di salvaguardare i creditori del gruppo, come sempre abbiamo fatto nel passato. Un accordo di ristrutturazione con gli obbligazionisti era stato già quasi raggiunto, ma poi una serie di ragioni, tra cui il Covid-19, ha bloccato tutto. Anche sulla governance dell’azienda, che deve evolvere seguendo la crescita del gruppo, c’erano stati dei progressi con i bondholder – spiega Onorato – l’accordo dovrà essere però bilanciato per tutti”, prosegue. Quindi la vicenda pare tornare su un tavolo negoziale: gli stessi bondholder sono pronti a trovare una soluzione condivisa. Questi ultimi sono in gran parte hedge fund riuniti in un consorzio e hanno acquisito l’obbligazione Moby (da 300 milioni di euro con scadenza 2023) sul mercato secondario. Una fonte vicina al comitato degli obbligazionisti spiega al giornale che gli investitori sono in attesa di avere un segnale da Moby.








