“Sono contro questa guerra e non smetterò mai di dirlo. E come me la pensano numerosi altri imprenditori russi che si sono fatti da soli e non hanno alcun rapporto col governo russo e con l’establishment moscovita”.
Lo afferma, in una INTERVISTA al Messaggero, Oleg Tinkov, proprietario della squadra ciclistica World Tour in cui correvano Contador, Sagan e Basso e fondatore di una catena di elettrodomestici, dell’azienda produttrice di birra Tinkoff Brewery e della Banca Tinkoff, nel 2014 secondo Forbes tra i 15 uomini più ricchi in Russia con un patrimonio stimato in 8,2 miliardi di dollari.
Le sanzioni contro il suo Paese, dopo l’invasione dell’Ucraina, hanno fatto crollare però il valore delle sue azioni: si calcola che abbia perso 5 miliardi di dollari, mentre la capitalizzazione della banca da lui fondata è scesa da 8 a 0,8 miliardi. Tinkov, che rifiuta con decisione la definizione di oligarca, dal 2019 è malato di leucemia.
“Sto combattendo contro la malattia da tre anni. Per questo mi sono trasferito in Italia, a Forte dei Marmi dove vivo alternando periodi al mare ad altri in montagna, in Svizzera” e “non è certo per salvare il patrimonio che mi schiero contro la guerra, non voglio essere l’uomo più ricco del cimitero”. Perché Putin abbia scatenato la guerra “davvero non capisco. Credo però che vada scritta la parola fine a questo scempio”.
E del sequestro ai suoi beni in Uk dice: “Non ho nulla dell’oligarca”, “non ho mai frequentato il Cremlino ho creato dal niente, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, oltre 100.000 nuovi posti di lavoro e quattro imprese che non esistevano”, “considero la mossa del governo britannico crudele e disumana, un errore”.








