Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Nino Cartabellotta (presidente Fondazione Gimbe): «Grave coltivare false teorie riguardo le misure restrittive per ragioni politiche: per smaltire sovraccarico ospedaliero ci vorranno ancora due-tre mesi»

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha parlato dell’emergenza pandemica che ancora non dà tregua, dopo un anno, in un’intervista al “Corriere della Sera”.

«La seconda ondata sta effettivamente scendendo ma in maniera molto lenta e irregolare, mentre sta risalendo la terza. Il dato che preoccupa di più è il sovraccarico ospedaliero». Secondo il presidente di Gimbe, ci vorranno «ancora due o tre mesi per alleggerire questa congestione». La speranza riguardo la fine di questo incubo è «più che comprensibile», ma è anche «irragionevole, alimentata da teorie antiscientifiche, coltivate per ragioni politiche. Non è vero, anzi è gravemente falso, che bastino le terapie domiciliari o che le norme restrittive siano inefficaci. È una narrazione pericolosa, che aiuta il virus ma non il Paese».

Saranno i vaccini a farci uscire dalla pandemia, dato che sono «un’arma certamente potentissima, anche se non si sa con certezza quanto può durare la copertura», ma servirà vaccinare il più in fretta possibile i fragili. Un altro fattore positivo, rilevato da Cartabellotta, è la stagionalità del virus: «all’aria aperta, le possibilità di contagio si abbassano». Sulla decisione del governo riguardo le scuole, sulla riapertura parziale, servirà equilibrio e, a malincuore e nuovamente, chiudere altre categorie.

Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, l’obiettivo del piano vaccinale annunciato dal generale Figliuolo, che prevede 500 mila somministrazioni al giorno entro l’estate, con il 70% della popolazione vaccinata, è possibile, ma con «due condizioni. Prima, che le forniture siano quelle stimate. Seconda, che gli italiani aderiscano in massa». In chiusura Cartabellotta si esprime a proposito dei fondi previsti dal Recovery plan per il sistema sanitario. «Non c’è un euro di stanziamento per potenziare i servizi di sostegno psicologico e mentale per le ultime generazioni. È una mancanza che andrebbe colmata».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.