“Gli investimenti sono da fare ma la vera domanda è se si riuscirà a farli nei tempi previsti.
Occorre trovare soluzioni e le opzioni sono molteplici: l’aumento della capacità produttiva è certamente una di queste deve essere sull’aumento della competitività dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei”.
Lo ha affermato Nicola Monti, ceo di Edison, durante il workshop ‘Net Zero Economy al 2050: miraggio o realtà?’ in cui viene presentato l’Osservatorio Rinnovabili Oir 2024 in collaborazione con Edison.
“La regolamentazione è complessa e parte a livello europeo, ma le prospettive non sono certo incoraggianti in termini di snellimento dell’impianto burocratico per facilitare lo sviluppo di impianti”, continua il top manager che comunque sottolinea il balzo che l’industria ha compiuto nel corso del 2023.
Per raggiungere gli obiettivi “dovremmo costruire capacità aggiuntiva per 10 GW all’anno, l’anno scorso ne abbiamo fatti 6, evidentemente c’è qualche problema strutturale.
Il problema critico è la velocità di ottenimento delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti”.
L’iter burocratico costituisce quindi un vero e proprio collo di bottiglia.
“Abbiamo circa 200 GW tra fotovoltaico ed eolico bloccati allo stadio autorizzativo, molti di più di quanto necessario ma la speranza è che, moltiplicando i progetti, qualcuno venga approvato”.
Non aiuta il fatto, sottolinea Monti, che l’Italia presenta una densità abitativa particolarmente elevata.
Un altro tema caldo è il costo di allacciamento alla rete: “si fanno facili paragoni in termini di prezzo dell’energia da rinnovabili ma in altri Paesi europei il costo è a carico del Tso, della rete”, commenta il ceo di Edison.
Da ultimo non manca un riferimento al costo del denaro, con i tassi d’interesse più elevati che hanno rallentato gli investimenti anche nel settore energetico.








