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Nel 2025 l’export del Nord-Ovest Italia sale a 436,4 miliardi con una crescita del 2,2% rispetto al 2024 | Il report

Con Obiettivo export. Imprese e territori del Nord Italia svoltosi oggi alle Ogr di Torino si è inaugurato il percorso di avvicinamento alla Conferenza Nazionale dell’Export di Milano, che si terrà il prossimo dicembre.

Nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato il vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, si è posto al centro il dinamismo economico del Nord Italia, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.

L’iniziativa, che proseguirà nei prossimi mesi a Bari e Roma, mira a radicare l’azione della Farnesina e delle agenzie del Sistema Italia nei territori, raccogliendo le istanze del mondo produttivo per definire strategie comuni di internazionalizzazione.

All’evento torinese, hanno partecipato oltre 700 rappresentanti aziendali ed è stata un’occasione di networking attraverso 600 incontri bilaterali con i Capi degli Uffici Commerciali di 10 Ambasciate strategiche, tra cui Usa, Cina, Giappone e i principali partner europei, i Direttori degli Uffici Ice e gli esperti di Sace, Simest e Cdp.

A supporto delle imprese, il punto informativo Maeci ha, inoltre, consentito di programmare successivi colloqui in video-conferenza con ambasciatori per approfondire opportunità di mercato e strumenti finanziari a sostegno della competitività globale delle nostre aziende.

Con un Pil di 1.239,7 miliardi di euro (pari al 56,4% del Pil nazionale), 27,6 milioni di abitanti con un tasso di occupazione del 70,2%, una disoccupazione ai minimi storici (circa il 4%) e un tessuto imprenditoriale di 2,3 milioni di imprese attive il Nord Italia si conferma cuore pulsante dell’economia nazionale.

Vanta infatti una concentrazione unica di 98 distretti industriali guidati dalla Lombardia (29 distretti) e dal Veneto (28 distretti) seguiti dall’Emilia-Romagna (19 distretti), Piemonte (12), Friuli-Venezia Giulia (7), Trentino (6) e Liguria (2).

L’export si conferma il pilastro della crescita.

Nonostante una lieve flessione globale nei primi mesi del 2026, i numeri del 2025 evidenziano 436,4 miliardi di euro (68% del totale nazionale) con una crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente.

I settori trainanti sono Meccanica 84,7 miliardi di euro (primo settore assoluto), l’Agroalimentare 50,3 miliardi (boom del +8%), la Moda 49,2 miliardi, i Metalli e il Chimico-Farmaceutico: circa 48 miliardi ciascuno.

La Germania resta il primo partner commerciale del Nord Italia (55,8 miliardi), seguita da Francia (45,5 miliardi) e Stati Uniti (41,3 miliardi).

In forte crescita il mercato spagnolo (+4,8%).

La classifica delle regioni vede Lombardia con 167,1 miliardi (+1,8% rispetto al 2024), Emilia-Romagna con 84,3 miliardi (+1,3%), Veneto con 80 miliardi (stabile), Piemonte: 61,8 miliardi (+2,7%) Friuli-Venezia Giulia: 20,3 miliardi (record di crescita +17,8%), Trentino-Alto Adige 12,8 miliardi (in leggera flessione -0,9%), Liguria: 9,4 miliardi (+10,2%) e Valle d’Aosta 800 milioni (-6,3%).

Il Piemonte si consolida come la quinta regione esportatrice italiana, con una forte spinta derivante dall’innovazione e dalla qualità produttiva.

L’export totale è stato di 61,8 miliardi di euro nel 2025, a guidare la regione automotive (10,7 miliardi) e meccanica (10,6 miliardi) seguiti da un fortissimo settore agroalimentare (10,2 miliardi, +9% rispetto al 2024), dalla moda (7,5 miliardi, +11%) e dal settore chimico-farmaceutico (5,5 miliardi).

La Francia è il mercato principale (15% del totale), seguita da Germania, Stati Uniti, Spagna e Polonia.

La Provincia di Torino da sola genera il 43% dell’export piemontese ed è la terza provincia in Italia per vendite all’estero con un valore nel 2025 di 26,4 miliardi di euro (+3% sul 2024).

Automotive e Meccanica coprono il 50% dell’export torinese.

Segnali molto positivi, infine, arrivano da Agroalimentare (+12%), Metalli (+7%) e dall’Aerospazio (+2%).

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