Il mercato globale del lusso ha registrato tra il 2015 e il 2025 una crescita di valore del 40-45%, confermando la solidità strutturale del settore.
Eppure, il 2025 segna un punto di svolta: non una crisi singola, ma una “policrisi”, la sovrapposizione di molteplici fattori di discontinuità che stanno ridefinendo i criteri con cui le persone desiderano, valutano e acquistano il lusso.
È quanto emerge dall’analisi presentata da Bain & Company in occasione del “Business of Luxury Summit” del Financial Times.
A influenzare questa evoluzione concorrono pressioni esterne – dalla polarizzazione estrema della ricchezza alla volatilità economica, dalle tensioni geopolitiche alla pressione sociale – e dinamiche interne al settore, tra cui l’evoluzione delle aspettative dei consumatori verso dimensioni più emotive e personali e una competizione sempre più trasversale, che travalica i confini tradizionali del lusso.
Il dato più significativo è che il desiderio di lusso non si è affievolito: oltre il 70% dei consumatori che hanno abbandonato il settore nell’ultimo biennio dichiara di voler tornare ad acquistare beni ed esperienze di lusso, sebbene non necessariamente dalle stesse marche o nelle stesse categorie.
L’appetito resta forte; è la tolleranza verso proposte poco rilevanti, o che non rispettano una giusta equazione di creatività-qualità-prezzo, a non esserlo più.
“Il lusso deve evolvere da una logica di esclusività a una di accoglienza: costruire relazioni durature, non alimentare desideri di consumo immediati.
I brand che stanno ritrovando slancio sono quelli che consolidano la propria proposta di valore – con narrazione autentica, con prezzi percepiti come etici, e un rapporto con il cliente in cui ci si sente compresi e ascoltati.
Si tratta di ristabilire le basi stesse del motivo per cui si sceglie il lusso”, ha detto Claudia D’Arpizio, Senior Partner e responsabile globale Moda e Lusso di Bain & Company.
L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui i consumatori scoprono, confrontano e scelgono marche e prodotti.
Già oggi il 50% dei consumatori del lusso utilizza strumenti di intelligenza artificiale nel proprio percorso di acquisto, e la quasi totalità di essi dichiara di voler continuare a farlo.
Uno su quattro vi ricorre per scoprire nuove marche, mentre il 65% la impiega per confrontare le diverse offerte sul mercato una volta scelto il brand di riferimento.
In un percorso d’acquisto sempre più mediato dalla tecnologia, il legame emotivo con i brand diventa ancora più determinante: dovranno amplificare la loro memorabilità non solo per le persone, ma anche per gli strumenti digitali che ne mediano la scoperta e la valutazione.
“Le regole del gioco stanno cambiando simultaneamente su più fronti.
Non è un ritorno alla normalità del passato, ma la definizione di un nuovo assetto.
Il lusso oggi compete ben oltre i propri confini tradizionali, perché i consumatori ridefiniscono continuamente ciò che percepiscono come lusso.
Vincere diventa più difficile da sostenere e il significato legato a emozioni, esperienze e identità va reinventato costantemente, perché la rilevanza culturale ha una scadenza sempre più breve”, ha concluso Federica Levato, Senior Partner e responsabile EMEA Moda e Lusso di Bain & Company.








