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Augusto Minzolini (Il Giornale): «Per salvare Kiev, la Ue deve consentire all’Ucraina l’ingresso nell’Unione»

C’è un solo vero sbocco possibile alla crisi ucraina, secondo Minzolini. A Bruxelles – scrive sul Giornale – fanno finta di niente, come pure nelle Capitali europee, pronte sempre a strapparsi le vesti per solidarietà all’Ucraina, ad inviare armi e ad introdurre sanzioni, ma che alla fine sulla questione centrale continuano ad essere avare, a sollevare pretesti e procedure: l’unico sbocco alla crisi è l’ingresso di Kiev nell’Unione Europea.

L’unica garanzia vera per l’Ucraina è trovare un ombrello internazionale che ne difenda la neutralità. L’unica alternativa all’ipotesi di un governo fantoccio di Mosca. Del resto l’Ucraina è finita nel mirino del Cremlino perché era isolata come la pecora del gregge azzannata dal lupo.

Basta dare un’occhiata alla cartina per scoprire che tra i Paesi europei confinanti con la Russia (a parte la Bielorussia, che ha un premier teleguidato dal Cremlino) l’unico che non ha né la copertura della Nato, né della Ue, che è, appunto, isolato, in balia dei giochi di guerra, è l’Ucraina.

Se Putin si fosse messo in testa di attaccare una delle altre nazioni confinanti, si sarebbe preso una grossa responsabilità. Perché sul piano politico colpire un Paese della Ue non è poi tanto diverso dall’attaccare un membro della Nato. E lo sarà sempre meno in futuro anche sul piano militare quando, costretta dagli eventi e dai nuovi equilibri mondiali, l’Unione Europea si doterà di un suo esercito.

Ecco perché – se si vuole davvero salvaguardare Kiev e la pace nel Vecchio continente – l’Ucraina non deve essere più lasciata sola. In fondo- conclude Minzolini – la crisi ucraina potrebbe anche essere una grande occasione per l’Europa per dimostrare per la prima volta il proprio protagonismo a livello internazionale, non come un insieme di Paesi divisi da calcoli e interessi, ma come un unico soggetto che si propone negli equilibri mondiali.

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