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Vladimir Milov (economista): «La Russia non taglierà il gas all’Europa. È un quarto del suo Pil. Il ricatto c’è ma è più sottile»

La Russia “non taglierà il gas all’Europa. Un quarto del suo Pil viene dall’export di energia. Il ricatto è più sottile: sta anche nel far credere che al suo gas non ci siano alternative”.

Lo dice in un’INTERVISTA al Corriere della Sera l’economista Vladimir Milov, uno dei più stretti consiglieri di Aleksej Navalny.

Secondo l’economista, la linea da sempre seguita da Putin è: “‘Chi si comporta bene con la Russia avrà il gas, e a buon prezzo’. A patto di fare gli interessi russi nel suo Paese, per esempio propalando questa narrativa binaria, ‘o con Putin o al freddo'”.

Ora la Russia ha ridotto la fornitura di gas all’Europa, ma le soluzioni posso essere: “comprare, dalla Russia, solo una parte del gas. Non comprando più Lng (gas naturale liquefatto, ndr), per esempio. Ne importate già poco, ma a loro fa un danno. Ci sono altri venditori. Gli Stati Uniti, l’Australia. Dalla vostra politica dovete pretendere politici più competenti in fatto di energia. O meglio consigliati”.

L’impatto delle sanzioni in Russia si fa sentire, “alcune banche non lavorano più con i russi devastando le mediazioni sull’energia. Lo spread tra Ural e Brent è alle stelle”.

Tuttavia per Milov una rivolta degli oligarchi contro Putin è “quasi impossibile. Da vent’ anni allontana chiunque non sia più che innocuo – sottolinea -. Ho più speranza nell’opposizione popolare”.

La repressione è dura, “ma tante persone sono stufe. L’opposizione si era quasi rassegnata dopo l’arresto di Navalny, È stata rinvigorita dalla guerra. Il supporto al governo è ai minimi storici”.

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