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Paolo Mazzanti (direttore Askanews): «Gli ammonimenti di Gentiloni e il “partito per Draghi»

La posta in gioco dei prossimi mesi è alta, l’ottimismo non ci porti a sottovalutare le sfide che ci attendono. Lo sostiene Paolo Mazzanti, direttore di Askanews, riprendendo le parole del Commissario europeo, Paolo Gentiloni, che ha sottolineato come «le risorse europee sono da conquistare mese per mese, semestre per semestre»

«In questi ammonimenti da grillo parlante sta il rischio politico dei prossimi mesi: dare per scontata la ripresa, il Pnrr e tornare alla politica politicienne as usual archiviando l’eccezionalità del governo, o mandando Draghi al Quirinale o cannoneggiando dall’interno la maggioranza. Ma, ammonisce Gentiloni, il percorso è appena avviato, non già concluso» spiega Mazzanti su InPiù.net. «Si concluderà nel 2026, quindi l’eccezionalità, il “senso della posta in gioco”, la missione di ricostruire il Paese dopo la pandemia, debbono proseguire nei prossimi mesi e anni».
 
«È il senso della dichiarazione di Letta secondo cui Draghi deve restare a Palazzo Chigi “almeno” fino al 2023, della “metafora del soufflé’” di Brunetta all’Ambrosetti (se si apre troppo presto il forno, il soufflé implode) e dell’appello del deputato Pd ed ex ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni che ha chiesto di costruire non “il partito di Draghi”, ma “un partito per Draghi”, cioè una coalizione di forze che si presenti alle elezioni politiche affermando di voler mantenere Draghi a Palazzo Chigi “almeno” fino al 2026 (o a metà 2024, se Draghi dopo le elezioni europee dovesse andare in Europa). Ecco la vera posta in gioco. È meglio comprenderlo (e agire di conseguenza), prima che sia troppo tardi».

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