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Mauro Magatti (sociologo ed economista): «La pace è il bene comune globale da perseguire a tutti i costi»

“Facciamo tutti fatica a capire la natura della guerra nell’epoca dell’interdipendenza globale. Ma se non vogliamo farci trascinare dal gorgo scatenato dall’aggressione di Vladimir Putin servono lucidità e lungimiranza”.

Lo sostiene il sociologo Mauro Magatti su Avvenire provando ad indicare una via d’uscita al conflitto: “L’Ucraina, dove ogni giorno hanno luogo i massacri orribili che vediamo in tv, è solo la scena più drammatica ed evidente. Ma non è l’unica. Ce ne sono altre, altrettanto importanti, su cui il conflitto si gioca.

Putin è convinto che il mondo sia pronto a ridefinire le alleanze a livello planetario. a conquista dell’Ucraina e la divisione in due Stati è sicuramente un obiettivo fondamentale dell’azione di Putin. Ma non è la sola questione in ballo.

Quello che è importante capire – sottolinea l’editorialista – è che non si può separare ciò che accade in Ucraina da questi effetti strutturali. Per questo non basta sostenere la resistenza. Si deve accelerare almeno su altri tre fronti. Il primo è quello energetico.

È necessario uno sforzo simile a quello fatto per il Covid per raggiungere l’autonomia energetica e realizzarla nel modo più sostenibile. In secondo luogo, è necessaria un’azione diplomatica più incisiva, convinta, globale.

L’Occidente non deve fare l’errore di pensare il mondo dalla sua parte. La situazione creata da Putin è tale per cui nessuno regala niente a nessuno. Il dialogo con Pechino è fondamentale anche se molto difficile e delicato. E la stessa cosa vale per Messico, Brasile, India, Pakistan, Turchia e Sudafrica.

Infine, bisogna rafforzare la cooperazione internazionale. I Paesi più poveri sono esposti al rischio di una crisi senza precedenti. Per affrontare la crisi in corso non è sufficiente concentrarsi sull’aspetto militare. Occorre affrontare i diversi nodi con intelligenza lungimirante, senza recedere per un attimo da un punto cardinale: la pace è il bene comune globale da perseguire a tutti i costi.

È infatti proprio questo l’errore di fondo nel diabolico disegno di Putin: per la via bellica, nessuno vincerà. Tutti perderanno. L’umanità perderà. È questo – conclude Magatti – è il vero argomento da sostenere per disarmare l’aggressore. E l’Occidente non può riuscirci da solo”.

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