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Maurizio Gardini (presidente Confcooperative): «Innovazione, sostenibilità ambientale ed export vaccino per le imprese italiane»

«Innovazione, sostenibilità ambientale ed export sono il vaccino del sistema imprenditoriale italiano post Covid-19». Così Maurizio Gardini dal palco dell’assemblea nazionale Confcooperative, dal titolo “Costruttori di bene comune”, sottolinea la delicata fase che il Paese si appresta a vivere.

«La lockdown economy ha gettato in povertà altre 2,1 milioni di famiglie. In Italia i poveri sono saliti a 10 milioni. Occorrono nuove misure di contrasto e di coinvolgimento in politiche attive che non possono essere individuate nel solo reddito di cittadinanza. Un Paese con 23 milioni di lavoratori, 16 milioni di pensionati, 10 milioni di poveri e 10 milioni di studenti ha molte cose da riequilibrare».

I dati emersi dal focus Censis sono chiari. C’è una lotta contro il tempo per trovare il famoso vaccino per risolvere l’emergenza sanitaria, ma ci sarebbe bisogno di un vaccino anche per quanto riguarda la situazione economica. Un vaccino che già esisterebbe e che secondo Gardini consiste in tre temi da perseguire per risollevare le sorti italiane: innovazione, sostenibilità ambientale ed export.

«Le start up innovative guidano la riscossa del Mezzogiorno, le imprese green assumeranno 1,6 milioni di persone entro il 2024, sei ogni 10 nuovi posti di lavoro. Le imprese che esportano hanno retto meglio l’onda d’urto della pandemia».

I dati di settembre indicano come le start up innovative abbiano superato quota 12 mila (+10,3% negli ultimi 12 mesi). Una start up innovativa su quattro, tra quelle nate durante il lockdown, è stata costituita nelle regioni del Sud, non intimorite dall’emergenza sanitaria. Il fabbisogno occupazionale entro il 2024 salirà a 2,4 milioni di occupati. Quasi tutte le figure ricercate dovranno avere competenze green o competenze elevate nella sostenibilità ambientale. Un orientamento che trova forte sensibilità al Sud, dato che tra le 700 mila aziende che lo scorso anno hanno investito in competenze professionali green, 1 su 3 sono nel Meridione. Stesso rapporto confermato tra le 300 mila imprese che nello stesso periodo hanno investito in tecnologie che riducono l’impatto ambientale, il 31% è al Sud. Così come le aziende che esportano. 8 su 10 hanno una strategia di risposta alla crisi, rapporto che scende a 6 su 10 per quelle che non esportano. E allo stesso tempo per le imprese export oriented il rischio di calo del fatturato e di chiusura è più basso rispetto a quelle che non esportano.

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