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Maurizio Ferrera (Corriere della Sera): «Grazie alla crisi cresce il gradimento dell’Europa»

La crisi spinge l’Europa secondo Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera. L’indice di gradimento ha raggiunto i livelli più alti dell’ultimo quindicennio. Due terzi dei cittadini ritengono che l’appartenenza alla Ue sia vantaggiosa per il proprio Paese.

Più del 75% sono favorevoli, in generale, all’integrazione, gli euroscettici «duri e puri» sono scesi al 4%. Sono le indicazioni che emergono da un sondaggio Eurobarometro: i cittadini apprezzano l’Europa perché «garantisce stabilità e democrazia in un mondo sempre più turbolento» e apre prospettive ai giovani.

Le risorse mobilitate dal Next Generation Eu, grazie a un inedito sforzo comune, hanno consentito agli europei di «toccare con mano» il lato protettivo dell’Europa. Il sondaggio ha anche proposto agli intervistati una serie di obiettivi per il futuro della Ue.

Fra questi, al primo posto è emerso l’allineamento delle condizioni di vita fra gli europei (indicato dal 31%), al secondo una politica comune per la salute (21%), al terzo «una più forte solidarietà fra i Paesi membri» (20%: seguono altre sette voci). Si potrebbe pensare che questa richiesta provenga dai «soliti» Paesi del Sud, ma non è così.

Il 35% degli olandesi e il 38% degli svedesi mettono più solidarietà al secondo posto. La indica come terza priorità il 26% dei danesi e il 25% dei tedeschi, valori superiori alla media Ue. Solo gli austriaci mostrano freddezza (17%).

L’umore dell’opinione pubblica sembra oggi favorevole ad un cambio di passo nell’integrazione, forse anche ad appoggiare una revisione dei Trattati. L’ostacolo è, come sempre, il timore dei governi di legarsi troppo le mani, di perdere sovranità decisionale. Se l’ultimo Eurobarometro ha ragione -conclude Ferrera – esiste oggi una forte domanda di Europa a cui non corrisponde un’adeguata offerta. La maggioranza dei cittadini ha uno sguardo più lungo dei propri governanti.

Quando chiedono che le decisioni sui temi importanti vengano prese congiuntamente dal livello nazionale e da quello Ue, gli europei si schierano a favore, precisamente, della sovranità condivisa. L’unica strada per salvaguardare il modello europeo di fronte alle crescenti minacce di regimi che non ne condividono i valori e hanno tutto l’interesse a minarne la stabilità e l’autonomia.

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