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Maurizio Ferrera (Corriere della Sera): «Concentrarsi sulla crescita e la ripresa: non è il momento delle prediche»

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Sul Corriere della Sera, Maurizio Ferrera cita il recente intervento sul Financial Times di Wolfgang Schäuble, l’ex ministro delle Finanze tedesco e ora presidente del Bundestag, per affermare che «non è questa l’ora di prediche tedesche».

Schäuble, infatti, «pur riconoscendo l’eccezionalità della situazione, ha ammonito i Paesi dell’eurozona – e in particolare l’Italia – a mantenere la disciplina fiscale e a ridurre il debito. Se ciò non avverrà, “avremo bisogno di un’istituzione europea che non solo controlli il rispetto delle regole di bilancio, ma abbia il potere di applicarle”. Una nuova fase di austerità rafforzata, insomma. Il richiamo alla responsabilità è legittimo e l’Italia non può offendersi, dati i suoi trascorsi», osserva Ferrara.

Ma se è vero che un governo potrebbe approfittare della situazione per «fare il furbo» a danno degli altri, e altrettanto vero che nella sua drammaticità la pandemia ha avvicinato i popoli europei e persino addomesticato i sovranisti.

«Il Next Generation Eu (Ngeu) ha segnato un salto di qualità nel livello di condivisione e cooperazione pan-europea. La minaccia del debito non va certo ignorata. Tuttavia, gli sforzi vanno oggi concentrarsi sulla crescita (sostenibile). Se il Pil aumenta, il debito diminuisce».

«Dal punto di vista istituzionale, il Ngeu è stato disegnato in modo intelligente, non ci sono margini per imbrogliare. Come sappiamo, si tratta anche di uno schema temporaneo. Difficilmente si poteva fare di più nel luglio del 2020». «Mario Draghi ha però già suggerito di renderlo permanente, almeno in alcune sue parti. Un’ottima idea: la logica dell’opportunità morale richiede tempo e continuità. Per ora, lo stesso Schäuble riconosce che il Ngeu ha dato risultati “gratificanti”. Non è il momento di azzardi politici.» conclude Ferrara, «E sarebbe anche auspicabile abbandonare il linguaggio delle prediche».

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