Il futuro delle città del Mezzogiorno, l’eredità del PNRR, la sfida demografica e il rapporto tra istituzioni, imprese e cittadini. Sono questi i temi affrontati da Maurizio Carta, Assessore all’Urbanistica del Comune di Palermo, a margine dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.
Carta ha partecipato al panel “Le città del Sud nell’Europa del futuro. Tra bisogni e opportunità”, portando l’esperienza del capoluogo siciliano e una riflessione sul ruolo delle città nella costruzione di una nuova strategia di sviluppo per il Mezzogiorno.
Palermo e il contributo delle città del Sud alla crescita del Paese
“Io credo che il vero titolo di questa iniziativa sia un’idea di Paese, perché di questo stiamo discutendo: in che modo le città del Sud possono tornare a concorrere, a comporre una visione unitaria, strategica, politica del Paese.”
“Palermo porta un contributo di esperienza, fatto in questi anni anche sotto lo stress test del PNRR: 178 milioni di euro su un complessivo portafoglio di 700 milioni di fondi extracomunali e soprattutto lo fa mettendo a disposizione, a fattore comune, la nostra capacità di rafforzare le catene di distribuzione degli effetti.”
“Noi sappiamo che le risorse del PNRR sono state preziose, ma rischiano di avere effetti e impatti soltanto localizzati lì dove hanno agito.”
“Noi stiamo cercando di portarli altrove, cioè prendere gli effetti del PNRR trasformandoli non solo in valore ma in dividendo urbano e portarli lì dove magari non hanno agito direttamente, in aree periferiche che sono rimaste escluse, in un ridisegno complessivo della mobilità, in una visione delle politiche culturali come politiche di sistema e di rete.”
“Palermo mette sul tavolo di questa riflessione la sua visione di città-arcipelago, dove sono importanti i nodi ma sono importanti anche le connessioni.”
Il PNRR e la sfida del dopo investimenti
“Il PNRR ci ha dimostrato che siamo sopravvissuti al PNRR con lievi rimodulazioni. Quando ci siamo insediati abbiamo fatto un lavoro di bonifica di alcuni progetti che non sarebbero arrivati a destinazione e li abbiamo riprogettati.”
“Adesso bisogna capire cos’è che ci restituisce questa capacità di avere utilizzato risorse importanti.”
“Io faccio sempre questo calcolo: tutto il PNRR per l’Italia ha significato mettere a terra mille euro al secondo. Mille euro al secondo per l’Italia sono state una condizione veramente corposa, soprattutto per le amministrazioni locali.”
“Dopo questo ci deve dire in che modo torniamo all’ordinario.”
“Un ordinario che non è privo di risorse, perché noi abbiamo altre risorse, il Paese ma anche e soprattutto le Regioni del Sud hanno altre risorse extracomunali assimilabili al PNRR per tipologia.”
“Però adesso bisogna capire in che modo alcune delle realizzazioni diventano erogazione di servizi ed erogazione di infrastrutture.”
“E noi lo stiamo facendo attraverso una vera e anche responsabile collaborazione con il privato.”
“Soltanto la riattivazione di un meccanismo di corresponsabilità tra pubblico e privato è quello che ci garantisce che poi le opere realizzate dal PNRR eroghino i servizi per cui sono state realizzate.”
“Da quelli di mobilità a quelli energetici, ai servizi culturali, ai servizi sociali, alle scuole e quant’altro.”
Giovani, ritorni e nuove forme dell’abitare
“Il tema demografico è cruciale per le città. Le città sono la demografia, la rappresentano.”
“Noi abbiamo due dati che ci aiutano a capire in che modo poi dobbiamo rispondere al problema demografico.”
“Uno è il numerico. Palermo, come tante altre città del Sud, ha una emorragia di giovani, di idee, di competenze che ha anche un’emorragia economica perché poi queste persone sono state formate fino a un certo punto della loro vita e poi vanno a dare la loro eccellenza altrove.”
“Però abbiamo anche un fenomeno di ritorno.”
“Voi sapete che Palermo è stimata da società terze come la città italiana più attrattiva per i nomadi digitali.”
“Cioè per una generazione non dissimile da quella che va via, che ritorna, che ovviamente però ha caratteri diversi.”
“Per una città è un elemento importante perché i nomadi digitali producono una domanda di città un po’ diversa, fatta di abitare diverso, di mobilità diversa, di servizi diversi.”
“Per noi sono anche degli ambasciatori nei confronti dei Paesi da cui provengono.”
“Quindi c’è un meccanismo non ancora sufficientemente equilibrato di ritorno.”
Otto generazioni che convivono nella stessa città
“Poi c’è un altro tema demografico a cui le città devono in qualche modo cominciare a prepararsi.”
“Per la prima volta nella storia dell’umanità nelle città europee, e non diversamente in quelle del Sud Italia, convivono otto generazioni diverse.”
“È uno spettro di domande di abitare straordinariamente complesso.”
“Abbiamo domande importanti che provengono dai centenari e che provengono dai nati da poco.”
“Significa che il nostro tessuto abitativo, di mobilità, di scuole, di servizi, ma anche di luoghi di lavoro deve cambiare, deve diventare molto più flessibile.”
“Io dico deve diventare modulare.”
“Ognuna di queste generazioni deve poter, nelle città, comporre lo spazio dell’abitare che gli serve perché non lo posso più predeterminare io, perché è troppo vasto lo spettro della domanda.”
Il valore del dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini
“È assolutamente necessario perché è il dialogo che mette a sistema diverse domande ma soprattutto diverse capacità di risposta, diversa velocità di risposta.”
“A noi questa sorellanza tra istituzioni, imprese e cittadinanza, a me piace chiamarla sorellanza perché noi sappiamo che le sorellanze hanno delle relazioni forti, di complicità, non soltanto di integrazione istituzionale.”
“Questa sorellanza serve a riattivare dei meccanismi di moltiplicazione del valore che nel nostro Paese da mesi sono sterilizzati da molto tempo.”
“Credo che sia un argomento cruciale e io spero che se ne possa parlare a Palermo in una delle prossime occasioni di Riparte l’Italia che saremo felici di ospitare.”
Ecco il panel “Le città del Sud nell’Europa del Futuro. Tra bisogni e opportunità” a cui ha partecipato l’assessore Carta








