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Massimo Sessa, Presidente Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: «Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo del Sud»

Ferrovie, porti, strade, reti digitali e connessioni strategiche con il Mediterraneo. Sono questi i temi affrontati da Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Commissario Straordinario agli Stadi, a margine dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.

Sessa ha partecipato al panel “Le infrastrutture del Sud nella tempesta globale”, moderato dal Vice Direttore del TG La7 Andrea Pancani, offrendo una riflessione sul ruolo strategico delle infrastrutture per la competitività del Mezzogiorno e dell’intero Paese.

Infrastrutture e sviluppo: la sfida del Mezzogiorno

“L’infrastruttura, per qualunque territorio, non solo per il Sud, è strumento di sviluppo, è strumento di collegamento, è strumento per consentire alle imprese e agli imprenditori di crescere, di muoversi, di produrre e pertanto di aumentare il PIL.”

“Per il Sud, ultimamente, sono state poste in essere l’approvazione e l’esecuzione, ad oggi, di grandi infrastrutture ferroviarie e anche stradali.”

“La portualità è stata implementata.”

“Oggi il Sud ha una previsione di sviluppo infrastrutturale reale e importante, basta vedere tutti i cantieri che ci sono.”

Le sfide della realizzazione delle opere

“C’è il passaggio dell’esecuzione, che è anch’esso un passaggio non banale e non semplice, perché, come ho detto prima nell’intervento, l’Italia è un territorio difficile dove realizzare le infrastrutture.”

“È un territorio che, avendo montagne, di fatto fa sì che il Sud sia l’Appennino nel mare.”

“Qualunque infrastruttura lineare che si deve realizzare richiede viadotti e gallerie in un territorio altamente sismico e altamente rischioso dal punto di vista idrogeologico.”

“Pertanto realizzare infrastrutture non è facile.”

“Abbiamo approvato i progetti al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.”

“Sono in fase di esecuzione opere ferroviarie, opere Anas e tutta l’attività portuale.”

“Bisogna però fare una riflessione di sviluppo dal punto di vista geopolitico sul Sud e capire che cosa serve ulteriormente affinché, quando chiuderemo la realizzazione di queste opere, il Mezzogiorno sia effettivamente competitivo.”

La rete digitale come nuova infrastruttura strategica

“Dobbiamo pensare a implementare queste opere con una rete neuronale.”

“Per rete neuronale intendo una rete di trasporto e trasmissione dati.”

“Oggi il dato lo dimostra: la crescita e la domanda di grandi cloud nel mondo ormai sono inevitabili.”

“Ciascuno di noi ha un telefonino, ciascuno di noi vuole essere connesso H24, ciascuno di noi vuole trasmettere dati e ricevere dati.”

“Per fare questo devi costruire una rete che deve andare di pari passo con l’aspetto infrastrutturale.”

“Devi costruire l’hardware infrastrutturale.”

“Quando noi faremo questo avremo un Sud che sarà al pari degli altri Paesi sviluppati.”

Il Ponte sullo Stretto e il ruolo della Sicilia nel Mediterraneo

“Il Sud ha una grande potenzialità nel nuovo quadro mondiale.”

“L’Italia è una porta sul Mediterraneo e il Mezzogiorno ne rappresenta la parte strategica.”

“Il Ponte sullo Stretto di Messina, che è un’opera strategica fondamentale, quando sarà realizzato consentirà di connettere il continente alla Sicilia.”

“La Sicilia è l’hub di sviluppo nel Mediterraneo.”

“Guardando al Maghreb, guardando alla Libia e guardando a tutti i Paesi del Nord Africa, lo sviluppo dell’Italia è uno sviluppo che deve guardare a quei territori.”

“Il Sud sarà la piattaforma di lancio di questa nuova visione dell’economia italiana.”

Dal Mediterraneo una nuova prospettiva di crescita

Nella riflessione di Massimo Sessa emerge una visione che lega infrastrutture fisiche e infrastrutture digitali come elementi complementari dello sviluppo. Ferrovie, porti, strade e grandi opere devono procedere insieme alla crescita delle reti di trasmissione dati e dei sistemi digitali.

Solo in questo modo, secondo il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il Mezzogiorno potrà sfruttare pienamente la propria posizione strategica nel Mediterraneo e diventare uno dei principali motori della crescita economica italiana nei prossimi anni.

Ecco il panel “Le infrastrutture del Sud nella tempesta globale” a cui ha partecipato il presidente Sessa:

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