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Massimo Cacciari (La Stampa): «L’Italia, la voglia di miracoli e l’ingenuità del “decisionismo”»

Draghi e l’atavica voglia di uomo forte in Italia. Ne parla Massimo Cacciari sulla Stampa, in un editoriale in cui mette a nudo le principali debolezze del nostro sistema.

«Cresce la voglia di miracoli, dilagano le cieche speranze. Intramontabile carattere del genio italico: l’arte del compromesso al ribasso, del trasformismo, del nascondersi o rimandare i problemi, fa tutt’uno con gli esercizi retorici sulle rinascite, sui rinascimenti o sulle ricostruzioni».

«A ogni cambio di governo da 30 anni a questa parte – scrive – ascoltiamo il ritornello sulle irrinunciabili riforme e sulla certa promessa del loro imminente realizzarsi. Ora abbiamo un premier che sembra almeno non ripetere il gioco ed essere ben consapevole dei concretissimi fini che sono a sua portata, e tuttavia i suoi soci di maggioranza, così come le varie organizzazioni di categoria, vanno a gara nell’illudere che un governo di questa natura possa seriamente affrontare questioni su cui tutte le forze politiche, pur combinandosi e ricombinandosi nei più svariati modi, son naufragate – e per ragioni culturali, strategiche, ben prima che per fragilità organizzativa o per errori tattici».

«Si sa, infatti, che questa situazione dipende anche e soprattutto dal modo in cui è organizzata la sanità, e cioè dal rapporto irrazionale tra poteri centrali e Regioni, ma, per carità, lasciamo perdere l’idea che un nodo di tale portata possa essere anche solo pensato da un “governo di guerra” come l’attuale».

«Il “principio di realtà” non è mai stato uno di quelli più frequentati dalle nostre parti, ma l’uomo che viene da Bruxelles e Francoforte dovrebbe averlo saldamente nelle sue corde. Certo egli non potrà contrastare l’ondata sempre meno arrestabile che emerge da sempre più vasti settori dell’opinione pubblica».

«Non si tratta ancora dell’appello all’Uomo Forte di fronte alla impotenza delle forze politiche in campo, appello che, nelle condizioni storiche attuali, sarebbe comunque destinato a cadere nel vuoto. Si tratta, piuttosto, di un ingenuo “decisionismo” tutto ideologico, velleitario, ampiamente diffuso, peraltro, in settori significativi delle cosiddette élites dirigenti».

«Ideologia che sottovaluta o ignora, da un lato, il ruolo fondamentale che la struttura amministrativa, tecnica, burocratica svolge negli assetti istituzionali e politici del mondo contemporaneo, e, dall’altro, la funzione dei corpi intermedi nella costituzione di una democrazia progressiva (“idea regolativa” della nostra Costituzione)».

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