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Massimo Cacciari (La Stampa): «Il governo continua a promuovere l’impressione che il nostro debito possa andare oltre ogni limite»

Sulla Stampa, Massimo Cacciari esprime le sue critiche al governo.  

«Il nostro governo-senza-alternative», scrive, «continua a promuovere nell’opinione pubblica l’irresponsabile impressione che i soldi per aiuti, assistenza, ecc., si troveranno di certo e che ci penserà l’Europa. Insomma, l’impressione che il nostro debito possa tranquillamente oltrepassare ogni limite, perché siamo l’Italia, l’Europa ha fiducia in noi “a prescindere” e per ottenere i quattrini del Recovery Fund basterà la promessa di un nostro nuovo Rinascimento».

«Cari amici», avverte Cacciari, «non è affatto così, anzi è vero l’opposto. Il Recovery Fund non può servire se non per una quota parte a tamponare le ferite più evidenti prodotte dalla crisi. E non sarà erogato se non a fronte di un piano, attualmente in mente Dei, o forse in mente dei consiglieri-consulenti del presidente del Consiglio. Non solo; è stato dichiarato da tutte le autorità europee che ogni Paese dovrà dimostrare di voler svolgere la propria parte, di impegnarsi in base alle sue reali forze per sostenere il piano di ricostruzione».

«Ciò significa in parole povere che far fronte all’aumento del debito pubblico per il costo dell’assistenza a imprese e lavoratori è compito e dovere di ciascun membro dell’Unione. Non esiste solidarietà europea senza responsabilità nazionale. Ora è certo che il nostro debito, a essere ottimisti, non potrà aumentare meno di 200 miliardi, superando probabilmente il 160% del Pil».

«Anche immaginando gli effetti più positivi degli investimenti prodotti dal Recovery Fund, rimarrà sempre un gap tra essi e la rapidità della crescita del nostro indebitamento. Dunque è assolutamente probabile che esso e il suo costo relativo, se non vi sono interventi radicali per tenerli sotto controllo, aumentino ulteriormente tra il ’21 e il ’22. Ha il governo un piano a proposito? È questo il problema più urgente».

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