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Mario Deaglio (La Stampa): «Dopo il primo rimbalzo, deve iniziare una lunga fase di rilancio economico»

Dopo la soluzione della crisi sanitaria bisogna pensare al rilancio del Paese. Lo ricorda Mario Deaglio sulla Stampa: “E’ opportuno sottolineare – osserva l’economista – che il futuro non arriverà tutto d’un colpo. Prima ci sarà il rimbalzo, che dovrebbe coincidere con l’estate e un’iniezione di energia nel turismo e nei settori terziari a esso collegati, tra i più colpiti dalla pandemia; questo potrebbe portare a un aumento del Pil dell’intero 2021 intorno al 4-5%, a un passo dal livello pre-crisi. Questa è la parte “facile”.

Dopo deve iniziare una lunga fase di rilancio per costruire in maniera nuova una struttura economica indebolita già da prima della pandemia non solo per quanto riguarda l’attrezzatura produttiva ma soprattutto dal punto di vista delle risorse umane.

Le misure a favore dei giovani, dall’occupazione all’acquisto della casa, senza dimenticare la frequenza scolastica, sono per la prima volta un asse portante della manovra espansiva da 40 miliardi di sostegni di vario tipo che il decreto prevede. In precedenza, anche per la precarietà della situazione, avevano una rilevanza decisamente secondaria. Si sono così studiate misure concrete per favorire il ricambio generazionale con il cosiddetto “contratto di espansione” che costituiscono un ponte tra i provvedimenti a breve e quelli a più lungo periodo, che saranno oggetto del Recovery Plan, potentemente finanziato dall’Unione europea e che dovrebbero garantire un’Italia diversa e migliore in un’Europa anch’essa diversa e migliore.

Draghi (e l’Italia che rappresenta) avrà centrato il proprio obiettivo se riuscirà a realizzare un passaggio complessivamente indolore dall’emergenza a una nuova quotidianità della crescita, se non ci riporterà a un passato comunque non più sostenibile bensì a un futuro tutto da costruire. Misure come i concorsi veloci nell’amministrazione pubblica e il nuovo welfare per i lavoratori dello spettacolo possono rappresentare la cerniera necessaria tra vecchio e nuovo. L’esser riuscito a ottenere per questo progetto non solo il consenso della maggioranza degli italiani – stando ai sondaggi di opinione – ma anche quello delle multiformi forze politiche che compongono governo e maggioranza, e che sono spesso in duro contrasto tra loro, è un segnale positivo. Sempre che questa collaborazione, non sempre allegra, continui. E che gli aumenti dei prezzi che si intravedono all’orizzonte rimangano ragionevoli e moderati”.

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