Il Presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli, è intervenuta durante un’audizione sulla legge di Bilancio presso la Commissione attività produttive, analizzando l’industria del turismo.
«Ad oggi l’industria del turismo ha perso circa 70 miliardi di euro e quelli che abbiamo davanti saranno mesi molto delicati. Per salvaguardare la sopravvivenza delle migliaia di imprese che rischiano di scomparire da qui al prossimo anno con conseguenze inimmaginabili per l’occupazione e l’economia di interi territori, questa volta i ristori arrivino in tempi rapidissimi e siano davvero adeguati al sacrificio che si sta chiedendo a tutti: imprese e lavoratori».
Riguardo al Fondo per il sostegno alle attività produttive più colpite dalla pandemia di 4 miliardi, Lalli ha sottolineato che «è cruciale lavorare su progetti di lungo periodo e non soltanto in una logica emergenziale che rischia, come già accaduto, di non considerare intere filiere che, nonostante non siano chiuse per decreto non stanno comunque lavorando».
Secondo Federturismo Confindustria c’è la necessità urgente di «aprire un tavolo di confronto con i settori produttivi sui progetti italiani del Pnrr nel quale saranno, da quanto si apprende, innestati tutti i progetti strutturali di ampio respiro di cui questa legge di Bilancio sarà la cornice preparatoria. L’industria del turismo, ora più che mai ha un grande bisogno di visione e di investimenti di medio lungo periodo».
Federturismo apprezza i passi avanti del governo sulle misure di liquidità e ricapitalizzazione delle imprese, sul rafforzamento delle garanzie Sace e sul rifinanziamento dei crediti d’imposta, ma allo stesso tempo palesa preoccupazione sull’assenza di interventi per il mondo aeroportuale «per il quale sarebbe opportuno istituire un fondo di compensazione». Così come per quanto riguarda il mondo del trasporto con bus e di tutto il mondo della nautica da diporto e dei porti turistici. Settori, secondo Lalli, anche questi che dovrebbero essere una volta per tutte ricompresi a pieno titolo tra quelli della filiera turistica.
Un’altra speranza di Federturismo riguarda la proroga dell’ecobonus al 110%, affinché venga estesa anche agli immobili strumentali all’attività d’impresa, come gli alberghi e le terme, per consentire di riqualificare rapidamente il patrimonio immobiliare turistico. La chiusura di Marina Lalli riguarda le misure a sostegno della liquidità delle imprese. «Alla luce del nuovo limite di aiuti previsto dal Temporary Framework a 3 milioni di euro, sarebbe fondamentale poter contare su periodi di ammortamento più lunghi (non inferiori a 10 anni) per i quali occorre lavorare con le autorità europee ma che consentirebbero di poter aiutare moltissime imprese».








