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Marco Tarquinio (Avvenire): «Cari politici italiani basta armi, leggete la Costituzione»

Marco Tarquinio su Avvenire sposa le parole di condanna del Papa sul riarmo annunciato dall’Occidente e l’invio di armi in Ucraina: “Ebbene sì, è una vergogna. È una vergogna che si parli (e si voti) a vanvera, con desolanti quasi unanimità, per piani di riarmo europeo e italiano condensati nell’annuncio stentoreo di una lievitazione almeno sino al 2% del Pil del capitolo di bilancio delle spese militari delle nostre democrazie.

Meno male che il Papa lo dice chiaro e tondo che è una vergogna, scuotendo molte coscienze e infastidendo qualche incosciente. Meglio essere espliciti: se noi italiani avessimo davvero dieci-dodici miliardi di euro da stanziare sull’unghia, qualcuno dubita del fatto che sarebbe meglio metterli subito su sanità e scuola e famiglia con figli? Non è una domanda retorica e non è uno slogan facile, perché gli italiani (quasi tutti) hanno ormai capito che non c’è mai niente di facile quando si tratta di mettere soldi nelle poste di bilancio più necessarie e giuste.

Basta armi

L’importante – sottolinea il direttore – è che sia chiaro che non c’è motivo di spendere anche un solo centesimo in più per gli apparati militari. E non soltanto per una sacrosanta obiezione di coscienza. Obiezione a un mondo ricco che non trova ancora le risorse morali e materiali necessarie per vaccinare e curare tutti gli uomini e tutte le donne del nostro pianeta ancora stretto nella morsa della pandemia. Obiezione a un mondo tecnologicamente avanzato che continua a far spendere alla parte più povera dell’umanità i soldi che non ha per acquistare e usare armi vecchie e nuove. A noi, in verità, quest’obiezione morale basta.

Leggete la Costituzione

E basta la consapevolezza costituzionale che la Repubblica di cui siamo cittadini ripudia la guerra come strumento nelle relazioni con gli altri Stati. Ma è giusto essere pragmatici e realisti in una Terra infestata di armi e di arroganze sempre più letali.

La spesa complessiva per armi degli Stati europei della Nato (più di 330 miliardi di dollari, più i quasi 70 della Gran Bretagna) supera di gran lunga quella della Russia, tra tre e quattro volte tanto. Ci sono pochi e sensati passi da compiere nella nebbia armata di guerra e di morte che ancora grava sul mondo e ora dolorosamente sull’Europa. E non possono essere, vergognosamente, per entrarci ancora più a fondo. Ma per uscirne”.

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