Marcello Sorgi commenta su ‘La Stampa’ quelli che definisce “i due messaggi di Conte all’Europa”: “Conte – scrive – ha trovato modo di mettere a punto due mosse rilevanti nel fine settimana: l’annuncio che ‘Quota 100’, la legge ‘anti-Fornero’ sulle pensioni voluta da Salvini ai tempi del governo gialloverde, non sarà rinnovata alla scadenza prevista a fine 2021; e quello di una complessiva riforma del reddito di cittadinanza, che si è rivelato – ma era facile immaginarlo – una norma puramente assistenziale, dato che su oltre un milione e duecentomila aventi diritto, solo poco più di duecentomila hanno ricevuto, e neppure in tanti l’hanno accettata – una proposta di lavoro dai navigator, che procedono a ritmo molto rallentato.”
Si tratterebbe, in quest’ultimo caso, prosegue Sorgi, “di un cambiamento dei meccanismi dell’offerta di lavoro, che diventerebbero più stringenti, cancellando, per chi oppone un rifiuto, la stessa concessione del sussidio mensile. A chi si chiedeva perché il presidente del Consiglio – alle prese, tra l’altro, in questi giorni, con l’ennesimo salvataggio di Alitalia e con il concorso per i docenti delle superiori, materie che dividono i 5 Stelle e creano attriti con il Pd – sia intervenuto su due provvedimenti molto identitari del fu governo populista, come appunto ‘Quota 100’ e il reddito, attirandosi subito accuse di voler tornare indietro da parte di Salvini, Conte non ha fornito spiegazioni.”
“È evidente – sottolinea l’editorialista del quotidiano torinese – che anche con queste due mosse il premier si stia preparando alla complessa trattativa che lo attende in Europa per l’assegnazione di prestiti e sussidi del Recovery Fund, ed eventualmente anche per quelli del Mes, al centro ancora di un duro confronto tra i grillini, che non li vogliono chiedere, e il Pd, che insiste per superare le resistenze del Movimento. D’altra parte i tempi di assegnazione del Recovery Fund sarebbero più lenti di quel che ci si aspettava, a differenza di quelli del Mes che diventerebbero disponibili quasi subito. E un eventuale ricorso al Fondo salva-Stati per le spese sanitarie consentirebbe al ministro Gualtieri di predisporre più agevolmente la manovra di fine anno, caricando il peso della Sanità sugli aiuti dell’Europa e liberando così il bilancio statale da una posta importante. Proprio perché l’Italia ha ottenuto più di tutti nella ripartizione dei fondi per la ricostruzione dopo il lockdown, è necessario che la sua ripartenza sia impeccabile. Conte ha dato segno di averlo capito. I suoi alleati, finora, un po’ meno. Eppure stavolta non si scherza”.








