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Emmanuel Macron (presidente francese): «La Francia scommette sul nucleare: 6 nuovi reattori»

La Francia scommette su nucleare. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato un piano che prevede la costruzione di 6 nuovi reattori, ma affronta interrogativi sulla sua sicurezza e sul costo elevato dei progetti. Nel quadro del piano, Electricite de France, la compagnia elettrica statale del Paese, ha raggiunto un accordo per l’acquisto di parte del business delle turbine a vapore nucleari di General Electric, comprese diverse fabbriche in Francia.

Il Governo di Macron sta facendo dell’energia nucleare la pietra angolare della risposta del Paese ai cambiamenti climatici. Sta anche cercando di invertire le sorti di una decennale riduzione del sostegno pubblico all’industria nucleare in tutto l’Occidente. Si tratta di uno dei piani di costruzione di reattori più ambiziosi al mondo da quando l’incidente nucleare del 2011 a Fukushima, in Giappone, ha inferto un duro colpo agli sforzi per costruire nuovi reattori in tutto il mondo. Oltre ai sei reattori, Macron ha detto che il Governo studierà la costruzione di altri otto reattori in Francia e lancerà un piano radicale per rafforzare l’industria delle costruzioni nucleari del Paese e ha fissato la data obiettivo del 2035 per l’entrata in funzione del primo dei nuovi reattori.

«Ora siamo convinti, e penso che sia scientificamente provato, che se vogliamo avere successo nella transizione climatica, nella sovranità energetica del nostro Paese e nella produzione industriale, dobbiamo fare questa scelta», ha detto ieri Macron ai lavoratori di uno stabilimento Ge a Belfort, una cittadina vicino al confine svizzero. Macron sta tentando di contrastare gli oppositori dell’energia nucleare che hanno sostenuto che la tecnologia non è sicura ed è troppo costosa per essere parte della soluzione alla crisi climatica. Dall’altra parte del Reno, la Germania sta chiudendo tutti i suoi reattori nucleari.

Il Belgio ha detto che avrebbe fatto lo stesso. La Francia fa già affidamento sul nucleare per generare oltre il 70% della sua elettricità ma l’età media della sua flotta di reattori è di 37 anni, il che fa pressione sulle autorità affinché portino sul mercato una nuova generazione di reattori nei prossimi anni. L’industria nucleare francese ha lottato duramente negli ultimi anni per costruire nuovi reattori. I progetti Edf in Finlandia, Francia e Regno Unito sono in ritardo di anni e miliardi di dollari fuori budget. Dirigenti e funzionari affermano che l’industria della Francia ha perso gran parte della sua esperienza sulle costruzioni nucleari in seguito all’incidente di Fukushima.

«C’è stato un momento in cui abbiamo smesso di produrre e quella rottura ha davvero indebolito l’industria», ha spiegato Macron. Dirigenti e funzionari del settore affermano che un altro problema è stata la complessità del coordinamento delle attività con fornitori esterni come Ge. I funzionari sperano che portarne alcuni all’interno dell’azienda aiuterà a evitare questi problemi in futuro. Ge ha acquistato l’attività delle turbine nucleari dalla società francese Alstom nel 2015 per 9,7 miliardi di euro, un accordo che Macron stesso ha aiutato a mediare quando era un collaboratore dell’ex presidente Francois Hollande.

Da allora la divisione ha sofferto poiché le società elettriche di tutto il mondo hanno ridotto i loro investimenti nell’energia nucleare e hanno investito, invece, pesantemente in tecnologie rinnovabili come l’energia eolica e solare. Ge l’anno scorso ha proposto di licenziare circa 200 lavoratori della divisione. Ciò ha rappresentato un problema per Macron mentre si prepara per la rielezione ad aprile.

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