Tonia Mastrobuoni, su Repubblica, intervista il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, nel giorno in cui Mario Draghi a Berlino incontra la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Ministro, ll presidente del Consiglio italiano punta a un accordo europeo sui migranti. È fattibile?
«La Germania sosterrebbe in pieno un patto europeo per i migranti. Dovremmo trovare una chiave per la redistribuzione dei profughi. E i Paesi che non volessero parteciparvi dovrebbero contribuire in altro modo a risolvere questo problema, ad esempio mettendo a disposizione mezzi finanziari per proteggere i confini esterni della Ue. Dobbiamo fare finalmente dei passi in avanti nella distribuzione degli oneri».
La Germania e la Francia hanno circa il 70% dei “dublinanti” che secondo le regole europee dovrebbero essere rimandati nei Paesi di primo approdo. L’Italia ha congelato l’accoglienza dei “dublinanti” durante la pandemia. La Germania ricomincerà a respingerli?
«Anche la variante Delta del coronavirus non può essere la giustificazione per lasciare le cose in eterno come sono. Abbiamo bisogno di una soluzione complessiva sui migranti che includa anche la questione delle cosiddette migrazioni secondarie all’interno dell’Ue. Tutti devono prendersi le loro responsabilità».
L’Ue sta discutendo un nuovo accordo sui migranti con la Turchia. Ha senso?
«Sì, dobbiamo aggiornare la collaborazione sui migranti con la Turchia. Nonostante tutte le difficoltà che abbiamo con il governo turco, dobbiamo riconoscere che si è sobbarcato di un peso non indifferente, dal punto di vista dell’immigrazione. In Turchia vivono quasi quattro milioni di profughi scappati dalla guerra civile in Siria e da altre aree della regione. Penso che nell’Ue abbiamo un enorme interesse ad aggiornare l’accordo sui migranti con la Turchia».








