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Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico: “Le tensioni per l’UE derivano dalla polarizzazione tra Cina e Usa”

“Ogni epoca ha le sue tensioni e si ha la percezione che qualcosa di veramente grave stia per accadere.

La polarizzazione tra Cina e Stati Uniti, e noi Unione Europea, in quanto alleati degli Stati Uniti, ha creato in alcune aree del mondo opportunità per attori di media o piccola grandezza, Stati o organizzazioni regionali, di rappresentare una piattaforma tra i due poli.

Lo ha detto Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico, intervistato da Myrta Merlino in video collegamento con ‘Pantelleria Mediterraneo d’autore’, la rassegna promossa dalla stessa Merlino e da Valentina Fontana per Vis Factor.

“In passato questo ruolo era svolto maggiormente da noi, ma i poli e le crisi erano diversi.

Faccio un esempio: durante le amministrazioni Obama e Biden, è stato chiesto all’Unione Europea, in particolare all’alto rappresentante, di mediare tra Stati Uniti e Iran per l’accordo nucleare.

Con l’amministrazione Trump, Trump ha abbandonato l’accordo nucleare, come è successo durante il suo mandato, e in questo caso è stato chiesto al Pakistan e al Qatar di mediare.

Perché?

Negli ultimi anni, soprattutto in Medio Oriente, ma anche in Asia, stanno emergendo potenze diplomatiche regionali, non necessariamente enormi, ma con la capacità di parlare il linguaggio della regione, rispetto a noi europei che, poco alla volta, abbiamo perso questa capacità.

Non è colpa dei governi.

Il problema non è governativo, ma nell’opinione pubblica europea è diventato sempre più difficile ottenere un consenso politico per dialogare con quelli che vengono definiti, senza offendere nessuno, i ‘bad guys’, i cattivi”, ha sottolineato Di Maio.

Secondo Di Maio “quando organizziamo incontri tra i ministri del Golfo, del Qatar, dell’Arabia Saudita, degli Emirati e i nostri ministri, è perché l’unione fa la forza in questo contesto.

Se non riusciamo più a dialogare con alcune controparti, facciamolo tramite i nostri partner.

Chiamo questi paesi Partner perché sono sempre stati leali con noi.

E, a parte la crisi di Hormuz, sono sempre stati corretti e non hanno mai usato le forniture energetiche come arma, a differenza di altri soggetti nel mondo.

Ma questi paesi non sono più solo fornitori di energia.

Oggi mediano i più grandi accordi: gli scambi di prigionieri tra Ucraina e Russia sono stati gestiti da Arabia Saudita ed Emirati, il ritorno dei bambini ucraini dalla Russia è stato negoziato con il Qatar, il cessate il fuoco a Gaza è stato negoziato da Qatar ed Egitto.

Più andiamo avanti, più troviamo paesi del Medio Oriente che mediano sui loro problemi.

Ed è una buona notizia”, ha concluso.

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