In un commento pubblicato su La Stampa, Serena Sileoni sottolinea il ruolo sempre più centrale dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), organismo nato poco più di dieci anni fa su impulso europeo e ormai considerato uno strumento indispensabile per l’analisi dei conti pubblici.
Secondo l’autrice, l’Upb rappresenta un esempio virtuoso di come il Parlamento possa rafforzare le proprie funzioni di indirizzo e controllo attraverso valutazioni indipendenti e tecnicamente fondate.
L’occasione è il Rapporto sulla politica di bilancio 2026, che restituisce un quadro nel complesso positivo della situazione italiana.
Pur in presenza di un contesto internazionale difficile, segnato da tensioni geopolitiche, dazi, aumento della spesa per interessi e rallentamento economico, il documento evidenzia progressi sul fronte della finanza pubblica.
Migliorano infatti diversi indicatori, dalla dinamica del debito al deficit, fino al saldo primario e al controllo della spesa.
Sileoni riconosce il merito dell’approccio prudente adottato dal Ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti.
Sebbene al governo venga spesso contestato di essersi limitato a mantenere in ordine i conti, l’autrice osserva che il rafforzamento della credibilità finanziaria del Paese costituisce già un risultato significativo, soprattutto nei rapporti con i mercati che finanziano il debito pubblico.
Non mancano tuttavia le criticità.
La presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, ha rilevato come le ultime misure fiscali abbiano aumentato il peso tributario sulle imprese e risposto principalmente a esigenze contingenti, rendendo il sistema fiscale più complesso e allontanando una riforma organica improntata a maggiore equità.
Guardando al futuro, l’eredità più importante del Pnrr potrebbe non essere quella economica o infrastrutturale.
Secondo il Rapporto, il vero cambiamento potrebbe riguardare la pubblica amministrazione, grazie all’introduzione di nuovi strumenti di monitoraggio, verifica dei risultati e organizzazione del lavoro.
Un’evoluzione che, conclude Sileoni, potrebbe trasformarsi nella più rilevante riforma amministrativa realizzata in Italia negli ultimi decenni.








