“Ho chiesto che una buona parte dei soldi del Recovery Fund vengano investiti in istruzione, vengano investiti in una rivoluzione verde e digitalizzazione, in primis sull’edilizia scolastica. La scuola è il muro portante del Paese senza il quale non costruiamo assolutamente nulla”. Lo dice la ministra Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, collegata in diretta web col ‘Forum PA 2020 Restart Italia’.
“Partiamo dal presupposto che alcune scuole devono essere costruite ex novo. E devono essere pensate con ambienti di apprendimento nuovi che possano favorire anche didattiche alternative. Ci sono poi edifici che risalgono a 50 anni fa e devono essere rimessi a posto. Poi c’è l’aspetto della digitalizzazione su cui bisognerà continuare ad investire. Tutto questo, insieme a un serio investimento sugli Its, Istituti tecnici superiori, che danno da lavorare al 90% degli studenti che escono da quelle scuole. Dobbiamo innalzare il livello degli Its per valorizzare percorsi professionali e per questo abbiamo chiesto di mettere 2 miliardi su questi istituti”.
La ministra sottolinea poi di aver chiesto “un pacchetto di misure nel Recovery Fund che possano permettere di combattere una delle piaghe più grandi che abbiamo in Italia che è quella della dispersione scolastica che supera il 14% con zone del Paese in cui si tocca anche il 18% – aggiunge – con giovani che non studiano e non lavorano e di conseguenza diventano un peso per lo Stato. L’Unione europea ci dice di riportare la dispersione scolastica al 10%. E’ ovvio che il ministero dell’Istruzione da solo non ce la può fare – prosegue la ministra Azzolina – e ci vuole un lavoro di coordinamento con le Regioni che hanno delle competenze sulla scuola e anche con gli Enti locali”.
“Se ci crediamo tutti, allora con i soldi che arriveranno e con quelli che abbiamo messo noi possiamo fare la differenza e far sì che la scuola italiana abbia una nuova possibilità”, conclude.








