Il negoziato sul Recovery Fund si deve chiudere entro fine anno e Paesi come Ungheria e Polonia finiranno per ceder. Ne è convinto Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Societe Generale ed ex membro del board della Bce, secondo cui “si sapeva che c’erano degli ostacoli”, ma chiudere è nell’interesse “anche dei Paesi che stanno mettendo il veto”.
“I frugali in realtà sono stati placati in estate, rimane il fronte dei sovranisti dell’Est. Ma gli altri 24 paesi sono compatti. Un accordo si dovrà trovare, anche per salvare la faccia. Polonia e Ungheria hanno troppo da perdere” dice in una intervista a La Repubblica.
“Lo sforzo è di evitare la rottura, ma comunque il Next Generation Eu non si fermerà. Speriamo, anche se alla fine di novembre mancano solo dieci giorni. La preoccupazione nasce dal fatto che, al contrario di altri Paesi, non sembra ci sia stata ancora una interlocuzione con le istituzioni europee. Il fattore chiave per il successo del Next Generation Eu è proprio quello della governance, sulla quale però ancora non si sa molto dal lato italiano – ha aggiunto – Il rischio è di perdere il treno della ripresa, come è avvenuto in passato. Le previsioni internazionali indicano peraltro che la ripresa italiana sarà più debole della media europea. Senza gli investimenti del Next Generation Eu si creerebbe un divario insostenibile per l’Italia”.








