Sul Recovery Fund “se vogliamo rispettare i tempi e il rigore che ci chiede l’Europa secondo me sarà fondamentale coinvolgere i privati”.
Lo ha detto stasera Lorenzo Bini Smaghi, economista ed ex membro del board Bce, nel suo intervento all’Arena di Verona all’evento dedicato alla ripartenza organizzato da Confindustria.
Per Bini Smaghi “non solo nella cultura, ma anche molte infrastrutture possono venire a costare troppo se non ci si affida a una disciplina che solo il privato sa dettare. C’è forse una scommessa sull’Italia, che finora non si è adeguata, per fare quei cambiamenti che possono consentire di fare le riforme di cui abbiamo bisogno. Le scriviamo sulla carta, sono sempre nell’agenda politica ma poi non si realizzano mai. Ci sono lobbies, resistenze, che impediscono all’Italia di ripartire”.
E sul lavoro: “Quello che produce un italiano oggi è più o meno simile a 20 anni fa, un addetto produce in un’ora la stessa quantità di 20 anni fa, non va bene. Vuol dire – ha concluso – che il nostro modo di organizzare il lavoro non funziona”.








