La crisi climatica sta avendo un forte impatto sull’Italia, con estati più calde e meno precipitazioni. L’impatto registrato negli ultimi anni sulla nostra Penisola si estenderà anche sugli anni a venire. A lanciare l’allarme è Massimiliano Pasqui, fisico del Cnr ed esperto in climatologia, tracciando un bilancio degli effetti del clima che cambia sugli eventi meteo che osserviamo quotidianamente e che impattano sulle nostre attività.
Non piove
«Nel Mediterraneo, in particolare sulla nostra Penisola, l’impronta del cambiamento climatico e in particolare del riscaldamento globale si sta mostrando da diversi anni e alcune delle sue caratteristiche sono l’aumento della temperatura estiva, che negli ultimi anni ha subito un’importante accelerazione, l’aumento più moderato di quelle invernali e la riduzione delle precipitazioni invernali, di cui quest’anno vediamo alcuni effetti sul nostro paese», aggiunge. «Proprio la riduzione delle piogge invernali «è uno degli elementi più preoccupanti».
I prossimi decenni
Un andamento che sembra confermato dalle previsioni. «Le proiezioni climatiche, ciò che noi cerchiamo di valutare nei prossimi decenni, compatibilmente con la nostra idea di evoluzione delle emissioni di gas climalteranti, vedono alcuni caratteri abbastanza predominanti come l’aumento delle ondate di calore estivo, fa più caldo, e dei fenomeni più estremi della stagione estiva così come la riduzione della precipitazioni invernali unita ad un aumento delle temperature invernali che determinano uno stress molto forte su tutti gli ecosistemi», dice Pasqui.
Più a breve termine, per questa primavera 2022, si prevede «uno scenario di temperature superiori alla norma con un apporto di precipitazione che si colloca tra la normalità e un deficit, rispetto sempre alla climatologia. La criticità sta nel fatto che la condizione di siccità, soprattutto al Nord, potrebbe perdurare fino all’ingresso della stagione estiva».
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