Sì alle risorse contro il caro-energia, ma le misure sul fronte del taglio del cuneo sono del tutto insufficienti. Lo sostiene Carlo Bonomi, il presidente di Confindustria, nel corso di un’audizione sulla manovra. «Condividiamo la scelta del Governo di concentrare le risorse derivanti dal maggior indebitamento, circa due terzi della manovra, sulle misure contro il caro energia. I limitati spazi di bilancio prospettati dalla Nadef, circa 9 miliardi nel 2022 e 21 miliardi nel 2023, andavano infatti focalizzati su pochissime priorità, in primis l’energia», ha spiegato, aggiungendo tuttavia che «le decisioni assunte sull’energia lasciano una situazione di incertezza su ciò che accadrà dopo il primo trimestre 2023. Ma questa incertezza non si può rinviare al primo aprile, quando scadono le misure per l’energia disposte in legge di bilancio».
Per il leader degli industriali, è positivo anche l’approccio «pragmatico e prudente in tema di finanza pubblica, che rappresenta uno dei tratti di questa manovra ed è un buon viatico per l’interlocuzione con le istituzioni europee. Infatti, sebbene il Patto di Stabilità sia ancora sospeso, è importante inviare i segnali giusti non solo a Bruxelles, ma anche ai mercati, specie nel momento in cui la politica monetaria della Bce sta assumendo una connotazione più restrittiva».
Bonomi ha tuttavia evidenziato come sul fronte energetico «nonostante alcuni miglioramenti», la riscrittura sugli extraprofitti effettuata nella manovra di bilancio «non risponde a quanto auspicavamo». Infatti «l’ampiezza della platea delle 7 mila imprese a cui è rivolto il nuovo contributo di solidarietà è del tutto eterogenea e si rivolge a numerosi sottosettori che non hanno alcuna analogia nel rapporto tra utili e costi di approvvigionamento».
«Il nuovo contributo, calcolato sui profitti 2022, non sostituisce ma si aggiunge a quello già versato in base al saldo dei dati Iva, senza contare che gli stessi profitti sono già stati ridimensionati in virtù dell’obbligo di restituzione laddove generati dalla produzione di energia rinnovabile e saranno, inoltre, oggetto dell’ordinaria tassazione. Pertanto, sarebbe quantomeno necessario un intervento di coordinamento sui versamenti effettuati in attuazione del contributo 2022″, ha spiegato.
Delusione, invece, sul taglio al cuneo fiscale che è “risibile”. Per Bonomi «serve un taglio del cuneo di almeno 4 punti perché abbia un effetto significativo: troppe volte nei decenni alle nostre spalle piccoli tagli di 1 o 2 punti non hanno avuto alcun effetto. Nel 2021, il cuneo in Italia è stato pari al 46,5% del costo del lavoro, uno dei più elevati tra i paesi avanzati (la media dell’Eurozona è al 42%). E oggi che l’inflazione è a doppia cifra e la bolletta energetica è altissima, sarebbe la via migliore per mettere subito nelle tasche dei lavoratori molto più reddito disponibile di quanto non avvenga con la logica dei micro-tagli e dei micro-sussidi su bollette, carburante e affitti».
Confindustria segnala anche come alcune delle misure della legge di bilancio non sono «prioritarie in questa fase di emergenza e, comunque, discutibili nel merito», a partire dalla flat tax, che mina il principio di progressività delle imposte e crea sperequazioni tra lavoro autonomo e subordinato, fino agli interventi sulle pensioni, con «scelte che allontanano di nuovo dall’obiettivo di mettere in sicurezza la spesa previdenziale italiana, senza arrecare alcuna utilità – come già attestato dai numeri – in termini di ricambio generazionale e accesso dei giovani al mercato del lavoro».
Critiche anche per l’aumento al tetto del contante e il limite al Pos: «non le considero una manovra anti-ciclica, riteniamo che siano interventi che non apportano alcun punto di Pil, sono scelte politiche», ha spiegato Bonomi, definendoli “interventi di natura elettorale”. Ribadita, infine, la necessità di accelerare sul Pnrr. «Abbiamo la necessità tutti, pubblico e privato di metterci insieme, perché dobbiamo scaricare a terra velocemente e bene quel piano, è un’occasione che il paese non può perdere», ha concluso Bonomi.








