Può dare sollievo all’intero mondo dello sport ma è stata ribattezzata la norma salva-calcio. È la misura che consentirà di versare dal 2023, in 60 rate e con maggiorazione del 3%, gli 889 milioni di tasse sospese durante la pandemia e in scadenza giovedì, una cifra riconducibile per oltre metà (circa 500 milioni) alla Serie A.
Il governo l’ha inserita in manovra con un emendamento, rispettando l’indicazione dell’ordine del giorno (mutuato da una proposta sottoscritta anche da Claudio Lotito, senatore di FI e presidente della Lazio) approvato in Senato durante l’esame del dl Aiuti quater. Era un’iniziativa bipartisan, non sottoscritta però dal Terzo polo, che adesso torna all’attacco.
“In tutto il mondo il calcio regala emozioni alla gente. Da noi è il Governo a regalare emendamenti alle società di serie A – il commento del leader di Italia viva, Matteo Renzi -. Tagliano ai giovani sulla cultura con 18App: con la cultura per loro non si mangia. Con Lotito invece sì?”.
Nei giorni scorsi, il governo a più voci aveva assicurato per il mondo del pallone un trattamento non diverso da quello per le altre realtà imprenditoriali.
“La vicenda del calcio, come più volte ribadito, verrà trattata come tutti gli altri debiti di tutte le altre imprese, con stesse condizioni per i debiti fiscali”, ha ribadito il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti presentando le modifiche alla manovra.
Fra cui appunto questa misura che vale per tutti gli sport, per società professionistiche e dilettantistiche, per federazioni sportive nazionali, associazioni, e enti di promozione sportiva.
Dalla relazione tecnica si evince che i quasi 900 milioni di mancate entrate per lo Stato nel 2022 (fra versamenti per ritenute alla fonte, comprensive di addizionali regionali e comunali e dell’Iva), saranno recuperati dal 2023 al 2027, con una maggiorazione che vale 26,67 milioni di euro.
Resta invece fissata a giovedì la scadenza per i versamenti contributivi.








