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[L’intervento] Sandra Zampa (Sottosegretario alla Salute): «Il Coronavirus e il pericolo dell’inverno. Ecco i tre vaccini gratuiti per proteggere i nostri anziani»

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Dall’inizio dell’epidemia da Covid-19, la popolazione anziana è stata la più coinvolta e quella che ha pagato in termini di vittime il costo maggiore.

Gli anziani sono stati messi a dura prova dall’emergenza Coronavirus. Non solo a livello fisico ma anche psicologico.

Non poter compiere un semplice gesto come dare un abbraccio ai propri nipoti o ai propri parenti, non poter passeggiare all’aria aperta ha creato loro numerosi disagi.

In questi lunghi mesi le persone anziane hanno però dimostrato una grande responsabilità e, soprattutto, una grande forza d’animo.

Ora che le temperature si stanno per abbassare, ora che l’inverno è alle porte, chi è più in là con l’età deve proteggere la propria salute nel migliore dei modi.

Conoscere le modalità per convivere con il Coronavirus e tornare ad una vita normale il prima possibile è il primo messaggio da dare loro.

Tornare ad una vita normale significa innanzitutto aumentare la copertura vaccinale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda fortemente l’adozione di un approccio vaccinale durante tutto il corso della vita.

In Italia, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, sono state intraprese numerose iniziative ed azioni per il miglioramento della protezione vaccinale della popolazione, stabilendo per la prima volta col Piano Sanitario nazionale 1998-2000 gli obiettivi operativi per tutte le vaccinazioni.

Attualmente il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale raccomanda e prevede l’offerta gratuita dei seguenti vaccini.

Per quanto attiene l’influenza, sin dalla fine degli anni 70, il Ministero della Salute ha fornito indicazioni per la prevenzione e il controllo della malattia.

L’influenza costituisce un serio problema di Sanità Pubblica e una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo.

La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza.

In accordo con gli obiettivi della pianificazione sanitaria nazionale e con il perseguimento degli obiettivi specifici del programma di immunizzazione contro l’influenza, la vaccinazione antinfluenzale viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrono un maggior rischio di complicanze nel caso contraggano l’influenza.

Tra queste categorie rientrano le persone di età pari o superiore a 65 anni.

Per la stagione 2020-2021, a causa dell’emergenza Covid-19, al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni.

Nell’anziano è inoltre necessario offrire attivamente la vaccinazione antipneumococcica, somministrata una sola volta nella vita.

Lo Streptococcus pneumoniae, che si ritrova comunemente nel tratto respiratorio superiore delle persone sane, può sviluppare patologie dell’apparato respiratorio ed è una delle principali cause di polmoniti, meningiti e sepsi, più frequenti tra bambini, anziani e persone affette da immunodepressione.

Diversi studi hanno inoltre individuato questo batterio come la prima causa di ospedalizzazione per polmonite.

Pertanto, nel contesto Covid-19 è raccomandabile rafforzare il messaggio sull’importanza di questo vaccino.

La terza vaccinazione rilevante per il soggetto anziano è quella contro l’Herpes zoster.

La sua incidenza aumenta notevolmente con l’avanzare dell’età ed è direttamente correlata al decadimento della risposta cellulo-mediata.

Tale immunizzazione è in grado di ridurre di circa il 65% i casi di nevralgia post-erpetica, una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia, e circa il 50% di tutti i casi clinici di zoster.

Il piano vaccinale italiano prevede l’offerta attiva e gratuita del vaccino contro lo Zoster nei soggetti di 65 anni ed oltre.

È fondamentale che i programmi di immunizzazione siano parte integrante di un sistema sanitario solido, per le innegabili interconnessioni con altri programmi di Sanità Pubblica e con la componente assistenziale del servizio sanitario.

Il Ministero della Salute, nell’ambito del Recovery Fund, ha presentato un progetto per rafforzare i servizi territoriali, inclusi quelli vaccinali, e la loro integrazione.

Questo è particolarmente importante in vista della disponibilità di un vaccino per Covid-19 che, come sottolineato più volte dal Ministro Speranza, dovrà essere considerato un bene pubblico e un diritto di tutti.

Infine, fra le iniziative promosse dal Ministero della Salute voglio ricordare la recente istituzione di una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, diventata una necessità in seguito all’epidemia di Covid-19”.

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