“Nasce tutto da un doppio riconoscimento.
Giorgia Meloni ha scelto la segretaria del Pd Elly Schlein come leader dell’opposizione, e si prepara a sfidarla alle Europee”.
Lo scrive Annalisa Cuzzocrea sulla Stampa: “Così ieri mattina – al telefono – ha ascoltato le sue parole sul Medio Oriente, su quel che sta accadendo a Gaza.
Le parole sulla necessità di un cessate il fuoco umanitario nella Striscia, anche per ottenere la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi di Hamas.
E ha scelto di fare in modo – sottolinea l’editorialista – che la mozione parlamentare del Pd passasse grazie all’astensione della maggioranza.
Non era previsto, non era scontato.
E non era semplice.
Non è neanche a costo zero per Meloni, che si ritroverà in casa la Lega – Salvini ha già cominciato – a esercitare distinguo sposando totalmente la posizione del governo guidato da Benjamin Netanyahu.
Eppure, quel che è successo alla Camera porta il nostro Paese su una posizione che è già di Germania e Gran Bretagna e che, vista da chi la propone, dovrebbe servire a fermare Netanyahu le cui intenzioni su Rafah porterebbero inevitabilmente a una nuova catastrofe umanitaria, forse ancor più sanguinosa.
È probabile che – osserva Cuzzocrea – le ragioni di Meloni siano geopolitiche e di posizionamento internazionale, ma è un fatto che questa decisione arrivi attraverso un patto con l’opposizione.
A sua volta Schlein riconosce a Meloni il suo ruolo di presidente del Consiglio, l’unica in grado di far avanzare la posizione italiana a livello internazionale: la segretaria Pd ha cercato, come dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, un’interlocuzione diretta con la premier perché pensa che sulle questioni più delicate, che devono trascendere lo scontro ideologico, l’unica strada sia il lavoro comune.
Per un giorno il Parlamento è tornato centrale e per un giorno maggioranza e opposizione hanno lavorato come in un Paese maturo.
Ma è partita ieri, più di quanto non fosse già accaduto nelle scorse settimane, la corsa solitaria delle due leader.
Che necessariamente taglia fuori i comprimari e polarizzerà sulle loro figure i prossimi mesi e soprattutto le prossime elezioni europee.
Questo significa – conclude – che ci saranno ancora scossoni a destra come a sinistra”.








