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L’inflazione accelera al +1,5% a febbraio, rincari in arrivo | L’allarme delle associazioni

A febbraio l’inflazione torna ad accelerare su base annua, con un aumento dell’1,5% su base annua e dello 0,7% rispetto a gennaio.

Crescono anche il carrello della spesa e i prezzi di alimenti e bevande, segnando un +2% e un +2,5%.

Ciò che ancora non appare nella rilevazione definitiva dell’Istat è l’impatto della guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio, ma che ha già messo in allarme le associazioni dei consumatori sui rincari in corso e sul loro impatto futuro.

Rispetto alla stima preliminare il ritocco è al ribasso sia per il dato mensile (dallo 0,8%) che per l’annuale (+1,6%).

Andamento analogo per il carrello della spesa, rivisto al ribasso al +2% rispetto al +2,2% provvisorio, mentre i prezzi di prodotti alimentari e bevande analcoliche sono limati dal +2,6% al +2,5%.

Come spiega l’Istat, l’accelerazione dell’inflazione risente principalmente della dinamica tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,7% a +2,9%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +4,9%) e degli alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,7%); rallentano i prezzi degli alimentari lavorati (da +1,9% a +1,4%) e aumenta la flessione di quelli degli energetici, regolamentati (da -9,6% a -11,6%) e non (da -5,9% a -6,2%).

L’inflazione “di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, evidenzia una risalita (da +1,7% a +2,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,5%).

Nei primi due mesi dell’anno, aggiunge l’Istat, l’inflazione acquisita si attesta al +1,1% sia per l’indice generale che per la componente di fondo.

Commentando i dati, l’istituto di statistica osserva che “l’unico effetto di contenimento rilevante si deve all’ampliarsi alla flessione dei prezzi degli energetici (-6,6%)”, elemento che verrà rivisto al rialzo quando saranno incorporati gli aumenti scatenati dal conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti.

Proprio su questo aspetto si concentrano le associazioni dei consumatori.

Assoutenti sottolinea che “a febbraio si accentua la crescita dei prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, con i listini che salgono al +2,5% su base annua anche senza il peso della crisi in Medio Oriente che negli ultimi giorni si sta riversando sui listini al pubblico”.

Per il presidente dell’associazione, Gabriele Melluso, “il vero allarme riguarda l’andamento dei prezzi negli ultimi giorni: i rincari dei carburanti e la grave crisi in atto si stanno riversando sui listini al dettaglio in molteplici comparti e rischiano di rendere particolarmente ‘salata’ la Pasqua degli italiani, rendendo più costosi spostamenti in auto, viaggi, consumi alimentari”.

Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori ribadisce che “l’inflazione decolla ed è già fuori controllo prima ancora della guerra in Medio Oriente” ed “è evidente che per le famiglie si rischia il colpo di grazia finale al loro potere d’acquisto” dato che “la voce carburanti darà un’ulteriore infiammata ai prezzi” a marzo “sia direttamente, essendo benzina e gasolio nel paniere Istat, sia forse indirettamente, visto che nel settore agroalimentare i prezzi stanno già registrando i primi rincari”.

Secondo il Codacons i dati di febbraio “sono già ‘preistoria’ poiché ampiamente superati dall’effetto Iran sui prezzi al dettaglio, che si farà sentire a partire dal tasso di marzo”.

L’associazione punta il dito anche sui “rincari scoppiati in Italia in occasione dei giochi invernali di Milano Cortona 2026” e sottolinea che “la fiammata dell’inflazione al +1,5% si traduce in un aggravio di spesa, considerati tutti i consumi delle famiglie, pari a +496 euro annui per la famiglia ‘tipo’, +685 euro per un nucleo con due figli”.

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