La produzione netta di elettricità nei paesi Ocse ha raggiunto i 920.8 TWh a febbraio 2026, crescendo dello 0.8% su base annua.
Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), la quota delle fonti rinnovabili è balzata al 37.8%, grazie soprattutto a una performance eccezionale dell’eolico, che ha compensato il calo dei combustibili fossili.
La generazione da fonti fossili è scesa del 4.7%, con il carbone in calo dell’8.3% e il gas naturale del 3.3%.
Questa contrazione è stata particolarmente marcata in Europa, dove la produzione eolica è balzata del 36.9% (+17.2 TWh), guidata dai contributi di Germania, Spagna e Francia.
In flessione anche il nucleare (-3.4%), a causa di cali produttivi registrati in Corea e Belgio.
Nel complesso, il mix energetico Ocse vede i fossili al 45.4%, seguiti dalle rinnovabili e dal nucleare al 15.7%.
Anche il solare continua la sua espansione, segnando un aumento dell’11.9% rispetto allo stesso mese del 2025.
L’incremento della produzione verde ha permesso di ridurre significativamente la dipendenza dal carbone e dal gas nelle principali economie mondiali.








