Il settore energetico è responsabile di circa tre quarti delle emissioni globali di gas serra e, in Italia, rappresenta oltre l’80% delle emissioni nazionali.
Comprendere gli impatti ambientali delle tecnologie energetiche lungo l’intero ciclo di vita è quindi fondamentale per guidare in modo efficace la transizione energetica.
È questo il focus del capitolo di ricerca dedicato agli impatti ambientali delle fonti rinnovabili, realizzato dall’Università degli Studi di Palermo ed elaborato dal gruppo Energy & Strategy del Politecnico di Milano.
La ricerca è stata presentata presso la Sala Carapezza dell’Ateneo siciliano, nel corso dell’incontro “Transizione energetica in Sicilia: prospettive e opportunità”, promosso dal Think Tank Transizione Energetica – Rinnovabili, un’iniziativa di CORE realizzata in knowledge partnership con ENEL Foundation, l’organizzazione no-profit del Gruppo Enel, che dal 2012 opera come hub globale per la ricerca e la formazione nel settore energetico.
Alla base della ricerca l’utilizzo della metodologia scientifica Life Cycle Assessment (LCA) per valutare gli impatti ambientali delle principali tecnologie rinnovabili – fotovoltaico, eolico e agrivoltaico – considerando tutte le fasi della filiera: dall’estrazione delle materie prime alla produzione dei componenti, fino alla generazione di elettricità.
Secondo l’analisi, gli impatti ambientali delle rinnovabili si concentrano principalmente nelle fasi di produzione delle tecnologie e dei materiali, mentre risultano molto limitati nella fase di utilizzo.
Nel caso del fotovoltaico, le emissioni associate al ciclo di vita variano tra circa 71,8 e 82,8 grammi di CO2 equivalente per kWh prodotto, con differenze legate alla tecnologia dei pannelli e alle modalità di installazione.
Per l’energia eolica, gli impatti risultano generalmente inferiori, con valori compresi tra 18 e 31 grammi di CO2 equivalente per kWh, a seconda della capacità installata delle turbine.
Lo studio evidenzia inoltre come gran parte degli impatti ambientali sia legata ai materiali impiegati nella produzione delle tecnologie.
Nei sistemi fotovoltaici, fino al 77% delle emissioni deriva dai pannelli stessi, in particolare dall’uso di silicio e leghe di alluminio.
Nel caso dell’eolico, invece, il principale contributo proviene dall’acciaio utilizzato nelle turbine, che può rappresentare oltre il 50% dell’impatto complessivo sul cambiamento climatico.
Per quanto riguarda i sistemi agrivoltaici, che integrano produzione energetica e attività agricole, i risultati mostrano una maggiore variabilità degli impatti a causa delle diverse configurazioni tecnologiche e dei casi studio analizzati.
Nei sistemi basati su silicio monocristallino, tuttavia, le emissioni possono risultare molto contenute, con valori compresi tra 13 e 19 grammi di CO2 equivalente per kWh.
I risultati dello studio evidenziano l’importanza di adottare un approccio di valutazione di ciclo di vita nello sviluppo e nella pianificazione delle tecnologie energetiche, per evitare trasferimenti di impatto tra diverse fasi della filiera e identificare le principali aree di miglioramento in termini di progettazione, uso dei materiali e riciclo.








