Aumentano i turisti, e va bene. Salgono vertiginosamente i prezzi, un po’ meno bene.
È così che sulle vacanze in Italia si abbatte l’effetto Iran, originato prima dalla crisi in Medioriente poi dalla guerra e dall’impennata dei costi dell’energia.
Già per le prime vacanze di giugno – spiega Assoturismo Confesercenti – sono attese in Italia oltre 27,2 milioni di presenze in aumento di quasi l’1% rispetto a giugno dell’anno scorso.
L’andamento positivo migliore è proprio della domanda italiana, cui si aggiungono i turisti internazionali previsti a quasi 40 milioni.
Ma i ‘piani vacanza’ degli italiani sono colpiti dall’aumento dei prezzi, cosa che spinge a riprogrammare i dettagli e le spese, secondo un’analisi messa a punto da Assoutenti.
La base di partenza – definita dal ‘Dossier Vacanze 2026’ – parla di costi crescenti: per una famiglia con due figli si può arrivare a spendere in media poco più di 2mila euro per una settimana in hotel (tre stelle), dal 9 al 16 agosto nelle principali località italiane, in crescita del +12,6% rispetto a chi prenotava lo scorso anno lo stesso soggiorno nello stesso periodo.
Si va dalla più economica Vieste in Puglia (1.255 euro) alla più cara a Baja Sardinia in Sardegna (4.800).
Il punto è che molti sono stati scoraggiati a scegliere l’estero, per via della guerra in Iran e per i possibili annullamenti dei voli a causa della paventata mancanza di carburante per aerei.
Quindi la scelta è ricaduta sul Paese in cui si vive: mete italiane prese d’assalto, sempre meno posti liberi, uguale prezzi che salgono.
Bisogna poi prevedere anche la crescita delle tariffe dei traghetti dell’11%.
Partendo la notte dell’8 agosto e tornando il 16 agosto, servono 1.665 euro per andare da Civitavecchia a Olbia, 1.412 euro da Genova a Porto Torres, 807 euro da Napoli a Palermo.
E, a dispetto di quel che si potrebbe pensare (sul caro-jet-fuel) va registrato un calo dei biglietti aerei per l’estero del 23%.
Prenotando ora un volo di andata e ritorno (con partenza il 9 agosto e ritorno il 16) da Milano a Santorini il prezzo parte da 173 euro, con una riduzione del 56,5% (ne servivano 398 euro lo scorso anno), così come partendo da Roma bastano 323 euro per volare a Tenerife (-52,6%).
Sui prezzi dei biglietti aerei la questione resta comunque legata all’evoluzione della guerra in Iran.
Ma, ad ora, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, parlando della corsa dei prezzi non ritiene “sia l’influenza del cherosene” e del passaggio dallo Stretto di Hormuz: «Se domani firmano» l’accordo a Ginevra, Usa e Iran, «non credo si abbassino i prezzi degli aerei».








