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Lech Walesa (ex presidente Polonia): «Putin sta compiendo un genocidio. Si poteva fermare molto prima»

Già nel 2014 Lech Walesa, all’epoca dell’invasione in Crimea, aveva suggerito ad Onu e Nato di formare un gruppo di saggi che, in risposta ai tank russi, portassero le istanze della comunità internazionale al presidente russo: “Soltanto così riusciremo a convertire Vladimir Putin” le sue parole.

All’inizio del conflitto ha proposto poi un’iniziativa alle Nazioni Unite per “istituire una zona umanitaria all’altezza di Leopoli e introdurre unità internazionali per il mantenimento della pace, a protezione dei civili, sia residenti sia in arrivo dalle zone dove si sta combattendo.

“Sarebbe stato il segno di una lungimirante solidarietà” spiega l’ex presidente della Polonia in una INTERVISTA al Corriere della Sera.

“Invece si è preferito spostare l’attenzione sui corridoi umanitari da aprire in ogni grande città dell’Ucraina”, “si dovrebbe parlare con Putin in un altro modo. È indispensabile fargli capire che adesso non è il momento di distruggere, ma di costruire. E che la sua volontà di misurarsi con le forze della Nato non ha senso”.

Teme che la Russia possa attaccare anche í Paesi Baltici, la Polonia o la Moldavia? “Putin è imprevedibile e il peggio può ancora accadere se lo lasciamo continuare a conquistare territori e a uccidere persone.

Quello che sta facendo è un nuovo genocidio. Putin vuole ripulire la terra ucraina dagli ucraini” e “non è improbabile che alcuni dei suoi fedelissimi gli voltino le spalle” afferma il fondatore di Solidarnosc e Premio Nobel per la pace secondo cui ora “l’Ucraina dovrebbe entrare a far parte della Nato”.

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