Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Le riforme cadono ogni anno | L’analisi di Michele Ainis

Michele Ainis su Repubblica prende in esame quello che definisce ‘il bavaglio parlamentare’: “Il 2025 – scrive l’editorialista – sarà l’anno delle riforme costituzionali, ha annunciato Giorgia Meloni dal palco di Atreju.

Ma no, non è vero.

Le riforme cadono ogni anno, più di una volta l’anno.

Solo che non vengono mai scritte, né promulgate, né stampate sulla Gazzetta ufficiale.

Sono riforme informi, mettiamola così.

Però — un ritocco alla volta — hanno cambiato l’aspetto della nostra Carta.

E la legge di bilancio, discussa (si fa per dire) dal Parlamento in questi giorni, ne offre la riprova.

Quale sarebbe, infatti, la procedura consacrata?

Esame e voto di una Camera, poi esame e voto dell’altra.

Infine, nuova lettura della prima Camera, se la seconda ne corregge il testo.

Ping pong, così vuole il bicameralismo perfetto.

Che tuttavia alle nostre latitudini funziona in modo imperfetto: un ramo del Parlamento lavora, l’altro ratifica.

Senza discutere, perché non c’è più tempo”.

Ainis parla poi dei numeri abnormi di decreti legge e voti di fiducia e aggiunge: “Questi fenomeni perversi non sono un regalo dell’ultimo Natale.

Durano da tempo, ma con lo scorrere del tempo incrudeliscono, vanno diffondendosi in lungo e in largo, mentre l’abuso si trasforma in uso.

È il caso del “monocameralismo alternato”, come viene definito.

Sui decreti legge, ne è testimonianza il fatto che il procedimento di conversione si prolunghi in media per 42 giorni, ma una sola settimana presso la Camera che li esamina per ultima.

Sulla legge di bilancio, succede (sta succedendo) anche di peggio.

Questioni formali, procedurali, burocratiche?

No, è in questione la democrazia.

Giacché la forma è garanzia di libertà, diceva Piero Calamandrei.

E giacché la democrazia stessa, in ultimo, è una modalità procedurale, è una forma che conforma il nostro vivere civile.

Se viene oltraggiata la legalità formale, soffre anche quella sostanziale.

Se la libertà dei parlamentari viene soffocata da un bavaglio, ciascuno di noi rimane imbavagliato.

E – conclude – se ogni votazione si trasforma in un applauso — con i listini bloccati alle elezioni, con la fiducia in Parlamento — tanto vale abolire il voto, risparmieremmo tempo e denaro”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.